Salari: l´inflazione azzera gli aumenti

30/05/2005
    domenica 29 maggio, 2005

    Pagina 6 – Economia

    LA RICERCA

      Odm Consulting: dal 2001 il potere d´acquisto degli impiegati è calato dell´11,6%. Ma c´è un´inversione
      Salari, quattro anni di apnea
      l´inflazione azzera gli aumenti

        BARBARA ARDU

          ROMA – Non si sporcavano le mani. Non navigavano nell´oro. Ma riuscivano a comprarsi l´appartamentino, l´auto, a far studiare i figli. D´estate si concedevano una vacanza, magari sul litorale emiliano. D´inverno ci scappava anche la settimana bianca. Celebrati dalla cinematografia (il ragionier Fantozzi per tutti) gli impiegati in un ventennio, a cavallo tra gli anni ’70 e ’90 potevano ben dire di aver raggiunto benessere e sicurezza. Poi è arrivato il nuovo Millennio e per segretarie, ragionieri, contabili, è iniziato un lungo crepuscolo. Si sono ritrovati più poveri. Hanno iniziato a tagliare. Prima sulle vacanze, poi sulla macchina, quindi sulla spesa. I loro stipendi, d´altra parte, hanno smesso di crescere. Le aziende hanno iniziato a pagare meno. E l´inflazione ha fatto il resto. Dal 2001 al 2004, gli stipendi degli impiegati hanno continuato a perdere potere d´acquisto, arrivando a segnare -11,6 per cento.

          Non è che agli altri sia andata meglio, ma nemmeno così male. Cipputi, per esempio, anche se sembra una specie in via d´estinzione, s´è difeso meglio: nello stesso arco temporale il suo salario ha perso il 4,6 in termini di potere d´acquisto. Poco più di quanto abbiano visto diminuire il loro salario reale i dirigenti (-3,6%). C´è una solo categoria che nel settore privato s´è difesa, i quadri (+0,1%). Non hanno mai perso.

          E´ Odm Consulting, una società di ricerca che ogni anno segue l´evoluzione delle retribuzioni nel settore privato, a fotografare la realtà delle buste paga di dipendenti e manager italiani. E il trend osservato dai ricercatori di Odm negli ultimi anni, è stato sempre in discesa. Il 2004 potrebbe però essere l´anno della svolta. Per la prima volta i salari crescono. I dirigenti aumentano il loro potere d´acquisto del 2,5%. I quadri fanno meglio di tutti con un più 4,2%. Gli operai strappano un più 3%. Chi invece ancora non riesce a uscire dal tunnel sono sempre gli impiegati, che continuano a perdere in termini di potere d´acquisto (-0,3 per cento). Anche se per la prima volta cresce il loro salario nominale.

          Secondo i ricercatori di Odm c´è stata un´inversione di tendenza. I salari per la prima volta crescono. Perché è difficile dirlo. «Si tratta di un adeguamento non più rinviabile – si domandano alla Odm – o piuttosto il segnale di una ripresa virtuosa delle aziende e della loro volontà di destinare una parte più consistente alle persone che vi lavorano»? La domanda, per ora, attende ancora una risposta. Ma la svolta, anche se minima, nel 2004 c´è stata. «Indubbiamente – spiega Mario Vavassori presidente di Odm Consulting – il mercato nel 2004 è tornato a muoversi». E il capitale umano, in uno scenario di recessione, com´è quello italiano, «può diventare un fattore competitivo», azzarda Valvassori. «Alcune indicazioni in questa direzione – spiega il presidente della Omd – si possono leggere nella volontà espressa da imprese e parti sociali di stringere un´alleanza per lo sviluppo». Insomma la "materia prima" con cui competere potrebbe essere il capitale umano.

            Almeno nel settore privato. Perché nella Pubblica amministrazione lo scatto ancora non c´è stato. Sono solo due le categorie che hanno recuperato potere d´acquisto a cavallo tra l´aprile 2004 e l´aprile 2005, i dipendenti del Servizio sanitario nazionale (+3,7%) e gli operatori delle Forze dell´Ordine (+7%). Gli stipendi dell´esercito di ministeriali, dipendenti degli enti locali e lavoratori della scuola, hanno perso invece l´1,9% in termini di potere d´acquisto. Soldi che probabilmente verranno recuperati, almeno in parte, grazie all´accordo appena firmato fra governo e sindacati, 100 euro in più per i ministeriali, dirigenti esclusi, un aumento medio mensile del 5,01 per cento. Sarà ora l´Aran (l´agenzia che tratta i singoli contratti per conto del governo) che dovrà tradurre in aumenti in busta paga, l´accordo raggiunto.