«Salari differenziati tra Nord e Sud»

03/10/2001






«Salari differenziati tra Nord e Sud»

Il Libro bianco sul lavoro: la concertazione va superata. Tremonti: pensioni, spero nell’intesa con i sindacati

      ROMA – Salari più bassi nel Mezzogiorno, meno vincoli per le assunzioni e i licenziamenti, più importanza al contratto decentrato, uffici di collocamento privati, contratto «individuale», part time più flessibile, contratto di lavoro «intermittente» o «a chiamata» e contratto «a progetto», incentivi per l’azionariato dei lavoratori, referendum consultivo prima degli scioperi nei servizi pubblici. È ricco di proposte il Libro bianco sul mercato del lavoro che oggi il ministro Roberto Maroni illustrerà a sindacati e imprese. In 90 pagine di testo il governo si propone l’ambizioso obiettivo di cambiare le regole del gioco per adeguarle a un mondo del lavoro che non è più quello di trent’anni fa quando fu varato lo Statuto dei lavoratori. Al suo posto si propone uno «Statuto dei lavori» che contenga solo «un nucleo essenziale di norme e principi inderogabili» per tutti i lavoratori, lasciando alla trattativa «collettiva e individuale» la definizione di garanzie aggiuntive. «Il processo di rimodulazione delle tutele caratteristiche del lavoro subordinato – avverte il governo – riguarderà anche il profilo della stabilità dell’occupazione. A tal proposito si potrebbero ipotizzare per alcune categorie di lavoratori e/o per determinate tipologie contrattuali, meccanismi di tipo risarcitorio ovvero garanzie crescenti a seconda dell’anzianità di servizio». Si immagina cioè, precisa il rapporto, «un sistema di tutela a geometria variabile». Esclusi i licenziamenti discriminatori, comunque inammissibili, il governo sottolinea che solo in Italia è previsto il reintegro obbligatorio (cioè la riassunzione) del lavoratore licenziato senza giusta causa. All’estero, invece, l’azienda paga un risarcimento al licenziato.
      Sottoposta a un radicale ripensamento è anche la concertazione, cioè la politica degli accordi tra governo, sindacati e imprese seguita negli ultimi dieci anni per favorire il risanamento del bilancio e l’ingresso del Paese nell’euro. «È del tutto evidente l’impossibilità del modello concertativo di affrontare la nuova dimensione di problemi economici e sociale». Da ora in poi, anche nella trattativa sul Libro bianco, si procederà secondo il metodo del «dialogo sociale»: il governo dirà quali riforme vuole fare e darà un tempo limitato alle parti sociali per trovare un accordo, in mancanza del quale sarà il governo stesso a decidere, «senza pretendere unanimismi».
      Obiettivo finale è l’aumento del tasso di occupazione (più basso in Italia di 10 punti rispetto alla media Ue), soprattutto nel Sud. Qui, ammette il rapporto, i salari sono già inferiori, ma, considerati i livelli di produttività, meno «di quello che sarebbe necessario» per favorire l’occupazione. È necessaria quindi «una accentuata differenziazione dei salari reali» tra Nord e Sud. Ma prima bisogna rimuovere una barriera: «La centralizzazione della contrattazione» che «ostacola gli aggiustamenti relativi dei salari». Il governo sollecita le parti sociali a trovare un accordo su due punti: un contratto nazionale limitato alla salvaguardia del «potere d’acquisto delle retribuzioni minime» e un contratto decentrato per «rendere più flessibile la struttura della retribuzione». Il governo aprirà un confronto sul Libro bianco anche con le Regioni all’insegna del federalismo nel diritto del lavoro.
Enrico Marro


Economia