Salari, Amato convoca le parti sociali

28/04/2001


Corriere della Sera

Sabato 28 Aprile 2001







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Dopo la conferma della crescita del carovita. Le critiche della Cisl: iniziativa elettoralistica

Salari, Amato convoca le parti sociali


L’incontro sui rinnovi contrattuali fissato a Palazzo Chigi per il 2 maggio

      ROMA – Il presidente del Consiglio, Giuliano Amato, ha ufficialmente convocato le parti sociali mercoledì 2 maggio a Palazzo Chigi per affrontare il problema dei contratti di lavoro da rinnovare. Si svolgeranno due incontri: il primo, di mattina, con i sindacati; il secondo, di pomeriggio, con le associazioni imprenditoriali. L’iniziativa arriva a ridosso del voto del 13 maggio e si presta quindi all’accusa di mossa elettorale che, ad esempio, è stata avanzata dalla Cisl. Ma è anche vero che la lista dei contratti da rinnovare è lunga, riguarda circa sei milioni e mezzo di lavoratori, che in alcuni casi aspettano il contratto da ben due anni. Nel frattempo, l’inflazione reale è aumentata molto più di quella programmata, presa a base per gli aumenti delle retribuzioni. Siamo al 3,1% registrato ad aprile contro un obiettivo fissato dal governo per il 2001 inizialmente nell’1,7% poi ritoccato al 2,3%. I salari contrattuali (che non tengono conto dei premi aziendali e degli straordinari) stanno quindi perdendo potere d’acquisto. E il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, dice che questo è il primo problema che dovrà essere risolto dal prossimo governo, anche se esclude un ritorno alla scala mobile.
      Proprio ieri l’Istat ha rilevato che a marzo le retribuzioni contrattuali orarie dei lavoratori dipendenti sono aumentate del 2% rispetto a un anno prima, cioè 1,1 punti in meno dell’incremento dei prezzi. Sempre l’istituto di statistica osserva che alla fine di marzo c’erano 30 contratti in attesa di rinnovo che riguardano circa 6 milioni e mezzo di lavoratori dipendenti mentre i contratti in vigore interessano non più di 5 milioni di addetti. I contratti più importanti da rinnovare sono quelli dei metalmeccanici (1,5 milioni) e dei dipendenti del commercio (1,6 milioni), entrambi scaduti alla fine del 2000. Ma ci sono anche 450 mila lavoratori delle imprese di pulizia che attendono il contratto dall’aprile del 1999. Nel settore pubblico, dopo il rinnovo, giovedì, del contratto degli enti locali, l’accordo importante che resta da chiudere è quello della sanità. Un incontro tra le Regioni e il Tesoro è stato fissato per il 3 maggio e dovrebbe essere quello conclusivo.
      Attualmente, in mancanza di rinnovo del contratto, le retribuzioni sono tutelate dal meccanismo della «scala mobile carsica», stabilito dall’accordo del ’93: dopo tre mesi dalla scadenza scatta un aumento provvisorio pari al 30% dell’inflazione programmata, che diventa del 50% dopo sei mesi. Secondo il vicesegretario della Cgil, Guglielmo Epifani, la tutela dei salari va raffozata stabilendo che si interviene con nuovi aumenti quando la differenza tra inflazione reale e programmata supera una certa soglia. Non trova invece seguito tra i sindacati il «salario minimo garantito» alla francese, che invece piace a Salvi.
Enrico Marro


Economia



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