Salari alleggeriti in 10 anni

16/12/2004


             
             mercoledì 15 dicembre 2004
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            Salari alleggeriti in 10 anni
             
            Un rapporto Cnel-Cesos rileva una stagnazione degli stipendi dal ’93 al 2003.
            Inflazione e produttività sono cresciute di più

            Alessandra Ricciardi

             
            I salari crescono meno della produttività e dell’inflazione. In dieci anni, dal 1993 al 2003, si è infatti registrata una stagnazione degli stipendi dei lavoratori dipendenti, che può derivare ´da un innalzamento delle aliquote degli oneri sociali oppure da una redistribuzione del reddito sfavorevole ai lavoratori’. Lo denuncia l’ultimo rapporto su contrattazione, retribuzioni e costo del lavoro in Italia nel contesto europeo, curato dal Cnel, in collaborazione con il centro studi Cesos, e presentato ieri a Roma.

            La ricerca, pur non indicando le percentuali di riduzione dei salari reali, sottolinea come nella prima parte degli anni 90 si sia registrato un incremento del costo del lavoro, con una riduzione dunque del peso delle buste paga, nonostante un livello alto di produttività. Negli ultimi anni, invece, è stata la produttività a contrarsi, con effetti negativi sugli stipendi. Due eventi diversi che si sono susseguiti e che hanno determinato ´un esito estremamente deludente’. Per Maurizio Sacconi, sottosegretario al welfare, i dati confermano la necessità di riformare il sistema contrattuale italiano, ´ma il futuro modello difficilmente potrà vedere la somma dell’attuale contratto nazionale, invasivo, con il secondo livello aziendale, certamente esigente’. Sacconi ha anche bocciato le ipotesi di utilizzare come parametro contrattuale la ´produttività media nazionale’, viste le forti differenze esistenti a livello territoriale.

            -I settori. La busta paga più pesante è dei lavoratori delle aziende energetiche e chimiche, con un +60%. Differenze positive in genere del 30% anche per i dipendenti delle grandi imprese. Fino al 30% in meno, invece, è la paga nel settore turistico e nelle aziende che offrono servizi sociali. Resta elevato, ma tende a ridursi, il divario tra le retribuzioni annue percepite dagli uomini rispetto alle donne: in media i primi guadagnavano quasi un quarto in più delle donne nel 1998, il 23,5% in più nel 2000, che scende al 20,6% nel 2002. Le differenze sono imputate al numero minore di ore lavorate dalle donne rispetto agli uomini.

            - Il costo del lavoro. In calo, poi, il costo del lavoro. Fatta 100 la media dei paesi dell’Europa, il costo orario nell’industria italiana si pone a circa 80 e quello dei servizi a 88.

            -Contrattazione. Nell’ultimo biennio, molte decine di rinnovi contrattuali si sono realizzate senza conflitto. La contrattazione nelle imprese private copre il 40% degli addetti, in parte per affrontare situazioni di ristrutturazione, in parte per la sua funzione di integrazione salariale. Secondo il Cnel, resta valida l’impalcatura del protocollo del luglio ’93: ´Il tessuto connettivo delle relazioni industriali ha tenuto senza dar luogo a preoccupanti sfilacciamenti’. In graduale recupero, dopo la contrazione della prima parte degli anni 90, le retribuzioni reali, ma nel 2003 non hanno ancora raggiunto il livello dell’inizio del decennio precedente.

            -Sommerso. Circa il 15-20% del prodotto interno lordo è lavoro sommerso, nonostante la vasta estensione dei contratti nazionali di categoria. (riproduzione riservata)