Salari al passo con i prezzi

30/09/2002




            28 settembre 2002

            ITALIA-LAVORO


            Salari al passo con i prezzi

            Ad agosto sono cresciuti del 2,5% su base annua – L’incremento mensile è dello 0,3%


            (NOSTRO SERVIZIO)
            ROMA – Tra retribuzioni e inflazione la partita è nuovamente in parità. Un aumento mensile dello 0,3% rispetto al mese precedente, infatti, ha portato la crescita delle buste paga al 2,5% su base annua, una variazione che permette a salari e stipendi di pareggiare i conti con i prezzi al consumo (+2,5%, se misurati attraverso l’indice per le famiglie di operai e impiegati senza tabacchi). In termini reali i salari contrattuali riescono a tenere il passo dei prezzi. In agosto – aggiunge l’Istat – l’aumento congiunturale è stato determinato dall’applicazione della "vacanza contrattuale" per i dipendenti delle assicurazioni e dall’entrata in vigore di alcuni nuovi accordi, in particolare nell’agricoltura e nella polizia. Nei primi otto mesi del 2002, quindi, l’aumento delle buste paga ha raggiunto il 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che molto probabilmente verrà lievemente corretto al ribasso nella parte finale dell’anno: la crescita retributiva, proiettata per il 2002 in base all’applicazione dei soli contratti in vigore a fine agosto (e quindi ad esclusione di eventuali rinnovi) viene infatti stimata dall’Istat attorno al 2,5%, un dato ben più elevato del tasso d’inflazione programmato (+1,7%) ma molto probabilmente alla pari con quello su cui più verosimilmente si posizionerà a fine anno l’inflazione reale. Alla fine di agosto restavano però da rinnovare 32 accordi collettivi nazionali, che interessano complessivamente circa 4,1 milioni di lavoratori dipendenti e incidono per il 37,8% sul monte retributivo contrattuale. La dinamica salariale potrebbe beneficiare di una lieve correzione al rialzo (valutabile comunque in qualche decimale), e un eventuale ritocco non andrebbe ad intaccare il sostanziale pareggio tra buste paga e costo della vita nè modificherebbe in misura significativa l’andamento del costo del lavoro. In agosto è stata l’agricoltura, come non accadeva da anni, a guidare la classifica degli aumenti retributivi con un incremento del 4%. Seguono il commercio (+3,1%), i servizi privati (+2,8%) e la pubblica amministrazione (+2,6%). Sempre oneroso il conto presentato dagli scioperi. Sotto il peso della manifestazione generale di aprile (che da sola ha causato la perdita di 16,1 milioni di ore, oltre i due terzi del totale), infatti, nei primi otto mesi del 2002 le ore lavorative perdute a causa di conflitti di lavoro sono state circa 25 milioni, quasi cinque volte più che nello stesso periodo dell’anno passato (+475%). La crescita – come sottolinea l’Istat – è dovuta per la quasi totalità (22,8 milioni di ore, il 91,2% del totale) a vertenze estranee al rapporto di lavoro, che si sono addensate nei mesi di gennaio (3,5 milioni di ore) e di aprile. Il calendario torna indietro al 1979 per trovare analoghi livelli di conflitti estranei ai rapporti di lavoro: in quell’anno, infatti, furono 27,7 milioni (in 12 mesi) le ore perdute per agitazioni politiche. Se si considera, invece, il dato sulla base dei primi otto mesi bisogna tornare al 1976. (quasi 23 milioni di ore perdute tra gennaio e agosto).
            Elio Pagnotta