Sala delle Lapidi salva la Gesip

07/12/2010

Palermo – Un gruppo di operai "sequestra" i consiglieri, interviene la polizia
La delibera salva-Gesip approda in Consiglio comunale e scatena il caos. Ieri sera un gruppo di più di venti operai ha fatto irruzione a Palazzo delle Aquile e "sequestrato" una quarantina di consiglieri comunali nella sala del presidente del Consiglio. I lavoratori hanno intimato ai "prigionieri" di votare subito l´atto che autorizza l´utilizzo di fondi Cipe da destinare a progetti per le aziende partecipate. Un provvedimento che porterebbe nella casse della Gesip circa 20 milioni di euro per la ripiantumazione delle palme abbattute e la bonifica del parco della Favorita. Per liberare i consiglieri, è stato necessario l´intervento della polizia. In serata il documento è stato approvato.
Gli operai hanno presidiato il palazzo sin dalle prime ore del mattino, in attesa che il provvedimento fosse esaminato dalle commissioni e poi passasse al voto di Sala delle Lapidi. Il loro timore è che la società, ormai sull´orlo del crac e con perdite mensili superiori agli 800 mila euro, già da questo mese non paghi più gli stipendi. Con l´approvazione della delibera sull´uso dei fondi ministeriale si aprirebbero invece spiragli per la firma del contratto di servizio, in assenza del quale il Comune non può più pagare le somme mensili alla Gesip. Il testo dell´atto è stato esaminato da tre commissioni per scongiurare il rischio di incorrere nell´approvazione di una norma in contrasto con la legge nazionale, che vieta l´utilizzo dei fondi Cipe per la ricapitalizzazione delle aziende in crisi.
Alle 19 tra gli operai in attesa sale la tensione. Un gruppo di oltre 20 persone fa irruzione nel Palazzo ed entrano nella stanza del presidente del consiglio comunale, dove una quarantina di consiglieri attende il parere tecnico. Gli "occupanti" si chiudono a chiave con loro. Comincia una concitata mezz´ora di grida e intimidazioni. Alcuni consiglieri vengono strattonati. Per sedare gli animi, è stato necessario l´intervento delle forze dell´ordine. I manifestanti sono stati allontanati, molti consiglieri sono tornati a casa senza aspettare il voto.
Alle 20 la commissione rimanda il testo della delibera. Si vota in un clima ancora teso. L´atto viene votato dal Consiglio decimato: i votanti sono rimasti in 27. In venti votano sì, nove si astengono. Ma lo sgomento a sala delle Lapidi è grande. «Comprendiamo la disperazione di chi lavora – commenta Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl – ma non possiamo giustificare questi metodi terroristici. Le delibere vanno votate in piena libertà, senza condizionamenti». Vota sì ma si tura il naso anche il consigliere Fabrizio Ferrandelli: «L´Italia dei valori ha approvato la delibera per puro senso di responsabilità, ben sapendo che l´unica soluzione a lungo termine è internalizzare i lavoratori». Per Rosario Filoramo, capogruppo Pd: «Nonostante i facinorosi, in Gesip ci sono anche lavoratori onesti che meritano considerazione. Per questo, nonostante le falle della delibera e il parere contrario dei dirigenti comunali, dopo alcune modifiche abbiamo approvato il provvedimento».