Sacconi: Epifani è un conservatore

18/07/2005
    lunedì 18 luglio 2005

    Pagina 13 – Economia

    IL CASO

      Dpef, Tfr e contratti: Viale dell´Astronomia chiama i responsabili territoriali e di categoria

        Confindustria, giovedì vertice anti-crisi Sacconi: Epifani è un conservatore

          Il sottosegretario: "Il leader Cgil è accecato dal pregiudizio, lui è la malattia non il medico"

            ROMA – La crisi continua a preoccupare gli industriali, come anche la strategia del governo per affrontarla. Gli accenti – spiega il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta – non sono quelli del segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che ieri su Repubblica lanciava l´allarme-occupazione («400 mila posti a rischio, un Dpef vuoto e poco credibile»). Ma l´allarme resta ugualmente alto. Per questo Viale dell´Astronomia convoca per giovedì la Consulta dei presidenti, chiamando a Roma tutti i responsabili territoriali e delle categorie. In agenda ci sono proprio questi temi: Dpef, Tfr e relazioni industriali. Come a dire, sgravi Irap, finanziamento alle imprese, contratti.

            Proprio sui contratti arriva la critica più dura alle parole del segretario della Cgil. Non dagli industriali ma da un esponente del governo, il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi. «Epifani è la malattia, non certo il medico. Un perfetto conservatore, soprattutto sul fronte dei contratti. Ama tanto criticare, ma non sa proporre una soluzione che sia una».

            Sacconi non nega che le imprese italiane stiano soffrendo tanto. «Scontano quattro oneri impropri: la burocrazia farraginosa, gli incrementi del costo del lavoro per ogni unità prodotta, il caro energia, infine il caro logistica. Ma queste zavorre sono l´eredità perversa degli anni Settanta». In un simile scenario, complice la congiuntura internazionale, i posti di lavoro si distruggono, certo. «Ma noi abbiamo messo in campo un sistema di protezione che accompagna gli italiani dalla vecchia ad una nuova sistemazione». Sacconi specifica le «cose fatte», quelle che Epifani «non riconoscerà mai perché accecato dal pregiudizio». Dice che la Borsa del Lavoro è aperta dal 5 luglio; che agenzie private operano ormai nei servizi di collocamento; che la cassa integrazione è stata estesa alle imprese più piccole.

            Neanche una parola sui pensionati; sul Sud, sulla restituzione del drenaggio fiscale per i lavoratori dipendenti (che oggi pagano più tasse al solo crescere dell´inflazione). Ecco le colpe che Epifani imputa al Dpef. Sacconi ricorda, però, che il Dpef è solo un «libro di buone intenzioni: le persone ragionevoli lo sanno e aspettano il governo alla prova dei documenti di bilancio, che contano davvero. Le parole chiave saranno impresa, famiglia, lotta all´evasione. Il sindacato? Sarebbe bello se la Cgil accettasse di scambiare più salario con una maggiore produttività. Ma so bene che è un´illusione».

          (a.fon.)