Sacconi: «Cambieremo anche gli ammortizzatori sociali»

21/12/2009

ROMA — C’è anche l’ultimo capitolo delle riforme del mercato del lavoro, con i nuovi ammortizzatori sociali, nel cantiere delle riforme del centrodestra. Lo ha annunciato ieri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, inaugurando a Bologna il Circolo Culturale Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse. «Presenteremo un disegno di legge delega per disegnare lo Statuto dei Lavori dopo le elezioni regionali della prossima primavera, in un quadro di stabilità democratica che il Paese vorrà prendere all’indomani del voto, avendo davanti l’opportunità di tre anni senza elezioni» ha detto Sacconi.
La riforma, «atto conclusivo del disegno che aveva in mente Biagi conterrà anche le nuove norme per gli ammortizzatori sociali» ha detto Sacconi. Spiegando che il nuovo sistema avrà due «punti fondanti: un’indennità di disoccupazione su base generalizzata ed un secondo strumento integrativo che sarà soprattutto rivolto a conservare il rapporto di lavoro quando dovesse ridursi il volume della produzione e delle ore lavorate». Il ministro del Welfare ha parlato anche della formazione professionale, sostenendo che imprese e sindacati «sono pronti a realizzare un’altra intuizione di Biagi, cioè la formazione regolata dalle stesse parti sociali», le cui linee guida potrebbero essere discusse e approvate già a gennaio.
Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sembra pronto al dialogo. «Il Paese ha bisogno di unità e di riforme condivise per affrontare la crisi economica e sociale. La Cisl spinge perché prevalga in politica lo stesso atteggiamento costruttivo e responsabile che in questi mesi difficili hanno avuto sindacato e imprese » ha detto Bonanni, commentando l’invito all’opposizione per un dialogo sulle riforme lanciato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Proposta accolta anche dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che tuttavia chiede chiarezza al governo, soprattutto sui suoi progetti per la nuova politica fiscale, che Tremonti immagina «sfavorevole alla speculazione finanziaria e favorevole alle famiglie e al lavoro».
«La riforma va nella giusta direzione, anche se ci vorrebbe maggior condivisione e bisognerebbe agire subito» ha detto il segretario della Cgil, sottolineando però che l’esecutivo «propone di fare l’ultimo miglio insieme dopo aver fatto tutto separatamente». Secondo Epifani il governo dovrebbe almeno chiarire un paio di questioni fondamentali: «È d’accordo per la stessa aliquota tra chi ha un deposito bancario e chi investe? Vuole ridurre le tasse sul lavoro dipendente e i pensionati?».