Sacconi a Cisl e Uil: non seguite la Cgil

24/04/2002
La Stampa web




      la polemica
      Roberto Giovannini
      (Del 24/4/2002 Sezione: Economia Pag. 16)
      IL SOTTOSEGRETARIO DIFENDE MARONI. ALEMANNO LO ATTACCA: INTERVISTE INOPPORTUNE
      Sacconi a Cisl e Uil: non seguite la Cgil
      «Cofferati cavaliere senza briglie». I sindacati insistono: via l´art. 18

      TRA aperture e spunti di aspra polemica prosegue il braccio di ferro tra governo e sindacati sull´articolo 18. Di qui ai primi giorni di maggio, come si è ormai capito, non ci saranno né incontri né appuntamenti ufficiali tra Esecutivo e parti sociali: anche per questa ragione il confronto si è trasformato in una sequenza di «botta e risposta». E pesa l´intervista in cui il ministro del Welfare Roberto Maroni ha di fatto minacciato Cisl e Uil di tagliare i rubinetti dei finanziamenti di cui vivono i sindacati se continueranno a sostenere la posizione rigida della Cgil di Sergio Cofferati. Ieri, al convegno su «dialogo e partecipazione» organizzato dalla Ugl, il sindacato vicino ad Alleanza Nazionale che contesta la riforma dell´articolo 18, il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi ha confermato questa linea che punta sulla divisione tra sindacati moderati e chi «si contrappone a priori», ovvero la Cgil. Per adesso, i sindacati di Pezzotta e Angeletti non sembrano intenzionati a raccogliere l´offerta; quel che è certo è che Cofferati ribadisce che senza stralcio della riforma dei licenziamenti la Cgil non si siederà al tavolo della trattativa. Sacconi, in mattinata, ha usato parole e toni molto forti. «Maroni non ha fatto alcuna minaccia, ha solo detto "attenzione" – ha detto – perché se scoppiano le relazioni industriali è ovvio che qualcuno possa rimettere in discussione funzioni di pubblico interesse affidate dietro compenso al sindacato, funzioni che non appartengono istituzionalmente, necessariamente al sindacato». Un messaggio chiaro. Rafforzato ulteriormente da un secondo ragionamento: «ci sono tutte le possibilità per fare accordi – ha affermato il sottosegretario – se le altre organizzazioni non hanno la volontà di seguire quello che nei testi si indica come "freerider"». Ovvero, ha spiegato riferendosi a Cofferati, «un cavaliere con le briglie sciolte» che «non ha nessuna volontà di trovare intese e vuole dettare a tutti le regole del gioco». Una Cgil definita «grande Bertinotti collettivo» e «avversario politico»; e che comunque non avrà mai lo stralcio dell´art.18. Polemiche le reazioni di Cisl e Uil. Pier Paolo Baretta ha replicato che «siamo in pieno conflitto, e il confronto può ripartire solo se si tolgono intralci e ingombri dal tavolo»; Adriano Musi ha detto che «sui diritti non si tratta, e questa è una posizione unitaria». Il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno ha definito l´intervista di Maroni sui finanziamenti al sindacato «inopportuna, in un momento in cui bisogna fare il massimo sforzo per riaprire il dialogo». L´esponente della «destra sociale», insieme al numero due Ugl Renata Polverini, sembra scommettere sulla «cabina di regia» che sotto la guida di Fini potrebbe riprendere il confronto su basi nuove. Nel pomeriggio, Sacconi ha un po´ corretto il tiro: a margine di un convegno ha ribadito che «l´agenda del confronto è aperta», anche al tema delle pensioni; che il governo mira «a relazioni industriali fortemente cooperative»; che si può coniugare «flessibilità con sicurezza». E soprattutto, ha detto Sacconi, che anche sull´articolo 18 «si può arrivare a una soluzione intermedia: non c’è mediazione vera che si concluda con 0 o 100». Da registrare, intanto, che dal testo delle raccomandazioni della Commissione Europea all´Italia (anticipate, ma non ancora ufficialmente diffuse) potrebbe saltare la richiesta di approvazione del «pacchetto di riforme proposto dal governo» in tema di mercato del lavoro. Intanto, l´ex-ministro del Lavoro di Prodi Tiziano Treu annuncia che è pronto il progetto del centrosinistra per uno «Statuto dei Lavori»: l´idea è quella di raccogliere firme in calce a una proposta di legge d’iniziativa popolare. E infine, il leader cislino Savino Pezzotta avverte che «senza la concertazione la moderazione salariale rischia molto. Non è una minaccia, ma è una considerazione». E il numero uno Cgil Sergio Cofferati – intervenuto all´Ansaldo di Genova, ha detto che «la democrazia e la libertà vanno difese sempre» da quelli che ha definito attacchi al pluralismo e ai diritti dei lavoratori.