Rutelli: sulla delega solo parole

24/05/2002







(Del 24/5/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
Rutelli: sulla delega solo parole. Ds all´attacco sui conti
La parte «dialogante» della maggioranza applaude il governo. Alemanno: dopo il voto si riprenda a parlare

ROMA
L´aspettavano, qualcuno era pronto a scommettere che Berlusconi la facesse già nel suo intervento in Confindustria. L´apertura sull´articolo 18, invece, è giunta dal premier in tarda serata in tv, corroborata dalla parole di Gianfranco Fini da Bruxelles, in tempo comunque perché la maggioranza che si autodefinisce "dialogante" potesse esprimere il suo plauso. «Le dichiarazioni di Berlusconi e Fini rappresentano una presa di posizione importante del governo in vista della riapertura del dialogo sociale» ha detto il ministro dell´Agricoltura di Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno, secondo il quale non appena chiusa la tornata elettorale governo e parti sociali potranno sedersi nuovamente al tavolo delle riforme». Ancor più soddisfatto Luca Volontè, capogruppo dell´Udc alla Camera, ignaro fino a quel momento della mossa del premier. «Benissimo! Lo abbiamo ripetuto fino allo stremo e finalmente la linea del dialogo è diventata la linea del governo. Siamo completamente soddisfatti, anche se con grande cautela continueremo la nostra opera fino alla fine della trattativa. Questa è una grande vittoria del governo, e mi lasci dire, anche una vittoria mia personale e dell´Udc». Scettici i sindacati, come del resto l´opposizione, che per tutta la giornata aveva duellato con la maggioranza giocando sulle interpretazioni della relazione di D´Amato. Letture opposte, naturalmente, a quelle del governo. Se l´esecutivo ha colto l´invito del presidente della Confindustria ad accelerare le riforme, ma non vi ha trovato forti spunti polemici nei confronti del suo operato, il centro sinistra reputa l´analisi di D´Amato come un vero e proprio schiaffo alla politica economica di Berlusconi. Per commentare le dichiarazioni del premier sull´articolo 18, Francesco Rutelli intona una canzone: «Parole, parole, parole…. Il governo è nella palude. Anche sull´articolo 18 è singolare che non parli mai al presente, spostando sempre in avanti gli impegni. Come le promesse della campagna elettorale…», aggiunge il leader dell´Ulivo criticando a strategia del governo. Linea politica che il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, che a Parma poco più di un mese fa voleva addirittura abbandonare le assise di Confindustria ritenendo ingenerosi i giudizi del suo capo economista Gianpaolo Galli, non ha invece sentito invece eccessivamente criticata da D´Amato, autore di una relazione «molto buona». Il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, è stato anche più esplicito: «è stata un´ottima relazione anche per quello che ha detto nei confronti del governo». Solo un po´ deluso il vice ministro dell´Economia, Mario Baldassarri, secondo il quale d´Amato «è un po´ troppo pessimista sulla crescita», mentre il responsabile del welfare, Roberto Maroni, sottoscriverebbe la sua relazione. I conti non tornano, invece, all´opposizione. Iniziando dal segretario dei Ds, Piero Fassino: «Avevamo denunciato che con questo governo ci sarebbe stata una crescita molto bassa e D´Amato lo conferma. Dice a chiare lettere che non ci sarà la riduzione della pressione fiscale nel 2002 per le imprese e che forse, sottolineando il forse, ci sarà nel futuro». Anche Gavino Angius, capogruppo Ds al Senato, ricorda che «non è stato un pericoloso leader comunista a dire che la crescita del pil potrà essere al massimo dell´1,3%». In realtà D´Amato «ha preso a schiaffi il governo» dice Angius, facendo i «complimenti a Berlusconi: non succedeva da tempo che un governo subisse contemporaneamente le critiche di imprenditori e sindacati». Stessa linea per l´ex ministro delle finanze, Vincenzo Visco, mentre Pierluigi Bersani, ex ministro dell´industria, rileva «il cambiamento di atteggiamento della Confindustria verso il governo. Quanto a Berlusconi, Bersani gli riconosce che «riuscire a trasformare la relazione di D´Amato in un peana del governo, e dirsi d´accordo sul fatto che è ora di finirla con gli annunci è dal punto di vista artistico una notevole performance».
Mario Sensini