Rutelli incontra Pezzotta e benedice il sindacato «che va a vedere le carte»

11/07/2002


11 luglio 2002



CISL-MARGHERITA
Rutelli incontra Pezzotta e benedice il sindacato «che va a vedere le carte»


Il riconoscimento «fondamentale» della «reciproca autonomia». Questo il cuore dei tre quarti d’ora di incontro al gruppo della Margherita della camera fra il segretario della Cisl Savino Pezzotta e il presidente del partito Francesco Rutelli. Un risultato che certo farà fregare le mani anche alla maggioranza diessina, che in queste ore gioca di sponda con la Margherita per cercare di ridurre a più miti consigli la Cgil e il suo leader. Di questo non può che compiacersi il leader della Cisl Savino Pezzotta. «E’ molto importante -dice – che da parte di una forza politica si riconosca al sindacato la autonomia di azione e la sua libertà di iniziativa. Così come noi le riconosciamo alle forze politiche». Fa eco il leader della Margherita con una serie di salve allusive nei confronti della Cgil: «Guai a un paese nel quale politica e sindacato si illudano di camminare con una cinghia di trasmissione l’una dell’altro o viceversa, come un tempo si diceva. O con forme di collateralismo: quando cioè c’è uno che opera a comando o dispone nell’interesse dell’altro. Una democrazia matura è una democrazia che separa interessi e responsabilità della politica da quelle delle forze sociali e, in primo luogo, del sindacato».

I leader di Cisl e Margherita riferiscono di aver avviato il confronto con un «un primo scambio di pareri» sul Mezzogiorno e lo Statuto dei lavori dell’Ulivo. Viene invece negato categoricamente qualsiasi scambio di vedute sui referendum: «Se ne parlerà quando il problema si porrà», tagliato corto Rutelli.

«Mezzogiorno e Statuto dei diritti – dice Pezzotta- sono in parte già affrontati nel patto siglato con il governo e in parte no. Sullo Statuto dei lavori la Margherita ha un suo progetto e noi ne stiamo preparando un altro. Continueremo a scambiarci le opinioni». Aggiunge Rutelli sottoscrivendo le parole di Pezzotta: «il Mezzogiorno sarà il banco di prova fondamentale per l’attuazione degli impegni rispetto ai quali noi dell’opposizione siamo critici. Ma riteniamo che un sindacato che va a vedere le carte è un sindacato che fa il suo mestiere». Mentre sullo Statuto dei lavori per Rutelli «si misurerà la stagione di un nuovo riformismo, dalla quale nessuno può tirarsi indietro. Perché si possono e si devono fare tutte le battaglie a difesa dei diritti che ci sono, ma le battaglie del futuro sono quelle che e riguardano i diritti che non hanno ancora rappresentanza, leggi, strumenti di tutela».