Rush finale sulla riforma pensioni

13/07/2004


         
         
         
         
        Numero 166, pag. 5 del 13/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        Rush finale sulla riforma pensioni
         
        Tutte le forze della Cdl intendono approvare la legge delega in via definitiva entro fine mese.
        Chiesto l’esame abbreviato degli emendamenti in commissione
         
        Rush finale di Montecitorio sulla riforma delle pensioni. La commissione lavoro della camera, guidata da Domenico Benedetti Valentini (An), ha chiesto l’esame abbreviato degli emendamenti per chiudere oggi l’esame della delega. E spedirla in aula lunedì prossimo. Nonostante la riforma delle pensioni rientri tra gli interventi messi sul tavolo della verifica dalla maggioranza, infatti, tutte le forze della Cdl sono determinate ad andare avanti. E ad approvare la delega in via definitiva entro la fine di luglio, nonostante le mobilitazioni annunciate dai sindacati e gli oltre 200 emendamenti presentati dall’opposizione. La riforma, del resto, è sostenuta dai più forti poteri del paese, istituzionali e non: dal governatore di Bankitalia Antonio Fazio, che nei giorni scorsi ha fatto riferimento indirettamente al capitolo ´previdenza’ ricordando la necessità di un maggior rigore nei conti pubblici, al presidente dell’Abi, Maurizio Sella, al ragioniere dello stato Vittorio Grilli. E sulla necessità di un intervento strutturale sulle pensioni batte da tempo la Corte dei conti. ´Domattina ho convocato la seduta alle 9,30 ed entro le 12 dovremmo già aver licenziato il provvedimento’, spiega Benedetti Valentini, che ha chiesto una procedura abbreviata per l’esame degli emendamenti in modo da accelerare l’iter della delega. ´Molti dei 300 emendamenti sono stati dichiarati inammissibili perché non riguardavano norme modificate dal senato’, chiarisce il deputato di An, ´ma per tutti gli altri ho chiesto ai capigruppo di presentarmi un numero ristretto di proposte di modifica, nell’ordine di cinque o sei, in modo da concentrare le votazioni sugli aspetti più qualificanti del provvedimento’.

        Se questo ruolino di marcia sarà rispettato, la delega domani sarà già al parere delle altre commissioni parlamentari competenti, e già giovedì sarebbe pronta per essere licenziata dalla commissione lavoro per l’aula. In questo modo ci sarebbe persino il tempo di apportare, se si rendesse necessario, qualche modifica in aula. ´Stiamo lavorando per lasciare alla maggioranza lo spazio per qualsiasi soluzione si renda utile’, continua Benedetti Valentini, chiarendo che se dalla verifica politica in corso a palazzo Chigi o dall’evoluzione del dialogo con le parti sociali spuntasse la necessità di approvare qualche emendamento, ´non sarebbe comunque un dramma perché ci sarebbe comunque tempo per un altro passaggio al senato prima della fine di luglio’.

        -Gli emendamenti che potrebbero cambiare faccia alla delega. In effetti, per ammissione degli stessi deputati di maggioranza, qualche zona d’ombra della delega c’è. E impone qualche aggiustamento. Tra le modifiche che hanno maggiori chance di passare, anche perché hanno l’appoggio sia dell’opposizione che della maggioranza, come ha anticipato a ItaliaOggi il relatore al provvedimento, Luigi Maninetti, ce ne sono due in particolare. Da un lato l’ammorbidimento dello scalino del 2008, con un innalzamento graduale dell’età di pensionamento, e la possibilità di andare comunque in pensione d’anzianità, pur con alcune penalizzazioni. E dall’altro un conferimento più selettivo del trattamento di fine rapporto, che secondo il testo attuale dovrebbe essere devoluto attraverso il silenzio-assenso ai fondi pensione, si tratti di polizze assicurative o fondi aperti, mentre secondo le modifiche proposte sarà devoluto con silenzio-assenso solo ai fondi chiusi. Altra modifica che trova un consenso bipartisan, infine, l’aumento del numero di lavoratori di aziende in crisi esclusi dalle nuove norme sul pensionamento, che potrebbe salire da 10 a 15 o 20 mila.

        -La richiesta delle Casse. Casse di previdenza dei professionisti in campo per chiedere al premier, Silvio Berlusconi, la rapida approvazione delle norme fiscali e previdenziali sulle Casse delineate dalla riforma fiscale. Ma ancora non attuate. Si tratta, in particolare, del regime differenziato di favore fiscale per il risparmio affidato alle Casse di previdenza privatizzate, e dell’inclusione dei redditi da rapporti collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito del reddito di lavoro autonomo. (riproduzione riservata)