Rush finale sul lavoro a tempo.Ad Avellino intesa anche con Cgil

18/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

Mercoledì 18 Aprile 2001 – Pagina 9

    Impiego a termine.
    Fissato per venerdì il tentativo di riaprire in extremis la trattativa nazionale, mentre in Irpinia c’è già l’accordo: tetto al 20%

    Rush finale sul lavoro a tempo
    Ad Avellino intesa anche con Cgil
    ROMA. Le imprese che investiranno nel contratto d’area di Avellino potranno assumere fino al 20% della forza lavoro con contratti a termine rinnovabili della durata di un anno. È quanto prevede il protocollo sulla flessibilità sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, allegato al contratto che proprio nei giorni scorsi ha ricevuto al ministero del Tesoro il via libero definitivo.
    E così mentre a Roma si attende l’esito tutt’altro che scontato dell’incontro di venerdì per arrivare a un’intesa sui contratti a tempo determinato, in periferia già si lavora per accelerare e incentivare gli investimenti. Al tavolo che si riaprirà il 20 aprile, peraltro, potrebbe nuovamente non partecipare la Cgil. Anche ieri il segretario confederale Giuseppe Casadio ha infatti ribadito che senza un cambiamento sostanziale dell’ordine del giorno, «di cui ancora non si è avuta notizia», la Cgil non sarà presente all’incontro.
    Ad Avellino, però, il sindacato di Sergio Cofferati l’intesa l’ha già sottoscritta. «Il tetto del 20% previsto dal protocollo del contratto d’area – sottolinea Raffaele Lieto, segretario regionale della Cgil Campania – deve essere considerato come un premio che verrà attribuito solo a quelle aziende il cui progetto di investimento abbia caratteristiche innovative e di sviluppo e quindi verrà applicato caso per caso». Molto meno rigida la posizione della Cisl: «La norma è chiara – spiega il segretario provinciale dell’organizzazione, Enrico Ferrara – sulla sua interpretazione ci misureremo, ma è evidente che tutti abbiamo a cuore il decollo di questo contratto atteso da oltre tre anni».
    Complessivamente, il contratto d’area di Avelino prevede 334 miliardi di investimenti, di cui 232 finanziati con contributi pubblici, e oltre 900 occupati. Il protocollo sulla flessibilità, che risale a più di tre anni fa, oltre ai contratti a tempo determinato interviene anche sull’apprendistato e sulla formazione nonché sui turni di lavoro che potrebbero consentire alle aziende di mantenere gli impianti in funzione sette giorni su sette anche di notte.
    Tutte le aree coinvolte dal contratto dìarea sono quelle realizzate e finanziate con i fondi per la ricostruzione post terremoto (art.32 legge 219/81). Un particolare non irrilevante poiché queste zone, se all’inizio degli ’80 vissero un periodo di vero e proprio boom economico, a partire dagli anni ’90 subirono una pesante crisi determinata anche dagli scandali legati all’Irpiniagate.
    Qualcosa, tuttavia, negli ultimi anni ha cominciato a muoversi. Il tasso di disoccupazione ha segnato prima un arresto e poi una diminuzione passando dal 22% all’attuale 18 per cento. «Dal ’99 ad oggi – spiega Giovanni Lettieri, presidente dell’Unione Industriale di Avellino – si sta manifestando un ritorno degli investimenti che conferma una maggiore fiducia delle imprese nelle possibilità di crescita di questa area».
    Delle 26 aziende coivolte, sei interventi consistono in ampliamenti di impianti preesistenti. I settori che contano il maggior numero di iniziative sono il meccanico (11) e il chimico-plastico (6).
    Barbara Fiammeri