Rush finale per il Bingo

13/03/2002





Gioco & business – Scade oggi la proroga per avviare l’attività: pronte 130 sale su 415
Rush finale per il Bingo
I Monopoli: ci sono stati ritardi anche per colpa della burocrazia ma la legge va rispettata
MILANO – Rush finale per il Bingo: oggi scade la proroga di 90 giorni per l’apertura – o almeno per i collaudi – delle sale da gioco. La proroga era stata concessa a dicembre scorso per venire incontro alle esigenze di tantissimi gestori impossibilitati a rispettare la scadenza per problemi burocratici. Ma evidentemente le pastoie della burocrazia in Italia sono pesanti e una proroga non è bastata: ora gli operatori spingono sul Parlamento per ottenerne una seconda. Il quadro d’insieme è davvero deludente: su 415 concessioni formalmente attribuite l’anno scorso, sono 130 le sale che sono state collaudate e aperte, mentre in 61 casi il gestore ha rinunciato e restituito la concessione (peraltro riattribuita in 36 casi al secondo gruppo di gestori in "lista d’attesa", mentre altre restano bloccate da una spaventosa mole di ricorsi al Tar, oltre 170). In più, tre province (Napoli, Catania e Latina) hanno visto bloccare dal Tar i lavori, per un totale di 40 sale. Si arriva così a un totale di 231 sale. Di quelle ancora mancanti all’appello, più o meno la metà è pronta a ricevere il collaudo e quindi non dovrebbe avere problemi. Restano 80-90 sale, nelle quali i lavori sono stati pesantemente ritardati – almeno questa è la tesi degli stessi operatori – dagli enti locali. «Asl, vigili del fuoco, autorizzazioni comunali», spiega Eugenio Sangregorio, l’imprenditore italo-argentino che ha acquistato la Cine Bingo di Cecchi Gori. «Un caos annunciato – gli fa eco Luciano Consoli di Formula Bingo – avevamo chiesto direttive chiare agli enti locali, che però non sono mai arrivate, così qualcuno ha chiesto la dichiarazione di inizio attività e qualcun’altro la concessione edilizia, alcuni Comuni hanno detto no a cinema e supermarket, insomma, un incertezza di cui hanno fatto le spese gli imprenditori». In alto mare anche Cirsa, il gestore spagnolo che si era contraddistinto per avere ottenuto il numero di concessioni più alto di qualsiasi altro operatore. Delle 36 sale iniziali, Cirsa ha rinunciato a 5 strutture, mentre 8 saranno cedute a Lottomatica (l’accordo è stato reso noto nei giorni scorsi). Ma di quel che resta, quasi 20 sale sono ancora chiuse e non tutte riusciranno a presentare domanda di collaudo entro oggi. Più tranquillo il service provider Bingo Snai, che dichiara di avere portato tutti i suoi 90 clienti a rispettare la scadenza. «In parte è vero che ci sono stati pesanti ostacoli burocratici, ma ci sono anche responsabilità degli imprenditori, che hanno iniziato in ritardo i lavori», dice Vittorio Cutrupi, direttore generale dei Monopoli. Che poi sottolinea come ci sia una legge che deve essere rispettata: dunque da domani chi è arrivato tardi è formalmente spacciato, a meno che arrivi un intervento legislativo a sanare la situazione (e non a caso gli operatori in queste ore stanno facendo pressioni in questo senso sui vari gruppi politici). «Ora sembra improbabile – dice Cutrupi, che ammette il problema di chi è già all’80% dei lavori e rischia di vedersi tagliato fuori, per giunta dopo aver pagato mille euro al giorno di penale – ma lo sembrava anche a dicembre, quando poi la proroga è arrivata». Intanto l’amministrazione dei Monopoli tira un primo bilancio: finora nelle sale già partite sono stati venduti 100 milioni di cartelle, a 1,5 euro l’una. Non tutti i gestori però sono soddisfatti e segnalano in alcune città, per esempio Firenze, un forte rallentamento. C’è già chi chiede delle varianti "rivitalizzanti" tipo jackpot, invidiando S.Marino dove nella versione Keno (il gioco automatizzato) ieri sono stati vinti in 30 minuti oltre 15mila euro. La vittoria più importante è stata di 5mila euro. Ritmi e volumi impensabili nella Repubblica italiana.
Martino Cavalli

Mercoledí 13 Marzo 2002