Ruolo centrale al progetto

02/09/2003




      Martedí 02 Settembre 2003
      NORME E TRIBUTI


      Ruolo centrale al progetto

      Restano ancora da definire le caratteristiche del piano individuale


      Il progetto individuale di inserimento assume un ruolo centrale e determinante per la stipula e la gestione corretta dei contratti che dovrebbero sostituire i vecchi contratti di formazione e lavoro.
      Il comma 1 dell’articolo 55 del decreto legislativo sulla riforma del mercato del lavoro stabilisce, infatti, che «condizione per l’assunzione con contratto di inserimento è la definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al contesto formativo».
      Il comma 5 dello stesso articolo stabilisce, poi, che «in caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto, il datore di lavoro è tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del 100%». Si tratta di un progetto che, per le finalità che gli vengono attribuite, è prevalentemente di tipo formativo, ma il decreto legislativo non si sofferma ulteriormente sulla sua natura e sui suoi contenuti rimandando alla contrattazione collettiva (nazionale, territoriale o aziendale):
      - le modalità di definizione dei piani individuali di inserimento, con particolare riferimento alla realizzazione del progetto;
      - le modalità di definizione e sperimentazione di orientamenti, linee guida e codici di comportamento diretti ad agevolare il conseguimento dell’obiettivo del contratto stesso e, cioè, l’adeguamento delle competenze professionali. Pertanto, nel momento in cui il provvedimento entrerà in vigore, ci troveremo di fronte a un "oggetto misterioso" non ancora definito, sia nei contenuti che nelle modalità di realizzazione. Tutto questo comporterà inevitabilmente l’impossibilità di stipulare fin da subito i nuovi contratti di inserimento.
      Anche i tempi per l’intervento di riserva, a cura del ministero del Lavoro, in caso di ritardo nella definizione da parte della contrattazione collettiva, non sono brevi. Il comma 3 dell’articolo 55 stabilisce, infatti, che qualora entro cinque mesi dall’entrata in vigore del decreto non sia intervenuta la determinazione da parte del contratto collettivo nazionale delle modalità di definizione dei piani individuali il ministero convocherà le parti al fine di promuovere l’accordo.
      Se, infine, l’accordo non sarà definito entro i quattro mesi successivi alla convocazione, i criteri saranno individuati in via provvisoria dallo stesso ministero. Praticamente, dunque, se le parti non troveranno l’accordo, non si avranno indicazioni prima di nove mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo.
      La disciplina del rapporto. Si tratta di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. L’articolo 57 stabilisce, infatti, che il contratto ha una durata non inferiore a nove mesi né superiore a 18 elevabile a 36 per i portatori di handicap grave. L’articolo 58, a sua volta, stabilisce che si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni sul contratto a tempo determinato previste dal decreto legislativo 368/2001, salvo diversa previsione dei contratti collettivi. Questo potrebbe significare, ma non si capisce come, che gli accordi tra le parti potranno incidere sulle stesse caratteristiche del rapporto. In ogni caso, lo stesso decreto introduce alcune specificità rispetto ai normali contratti a tempo determinato.
      In particolare:
      - nel contratto di assunzione, redatto in forma scritta (la mancanza ne determina la nullità) deve essere inserito il progetto individuale di inserimento;
      - durante il rapporto di inserimento la categoria di inquadramento può essere inferiore, per non più di due livelli, alla categoria spettante in relazione alle mansioni alle quali è preordinato il contratto;
      - salvo diversa previsione dei contratti collettivi, i lavoratori assunti con questo contratto sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi o contratti, anche se il rapporto dura più di nove mesi; – i periodi di servizio militare e civile nonché i periodi di assenza per maternità, prorogano il contratto per periodi di eguale durata;
      - il contratto non è rinnovabile tra le stesse parti. Questo vuol dire che è, invece, possibile per il lavoratore stipulare un nuovo contratto di inserimento, se ne esistono i presupposti, con un altro datore di lavoro;
      - eventuali proroghe del contratto sono possibili entro il limite massimo di durata stabilito dalla legge e quindi solo se il primo rapporto era inferiore a 18 mesi o 36 mesi se si tratta di portatore di handicap grave.

      NEVIO BIANCHI