Rubati i nomi dei delegati Cgil di Milano

01/08/2002





(Del 1/8/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 12)
IL SINDACATO: CLIMA AVVELENATO DA ATTI CHE SEMBRANO MIRATI A LIMITARE LA LIBERTA´
Rubati i nomi dei delegati Cgil di Milano
Scomparsi quattro computer. Pomarici: è un furto sospetto

MILANO
Ladri distratti. Oppure molto interessati, quelli che la notte scorsa hanno fatto irruzione nella sede milanese della Cgil Funzione pubblica in via Montenero. I soliti ignoti si sono impossessati di 4 colonnine per computer, con l´elenco di tutti i delegati Cgil di Milano e Provincia, più un computer portatile. Non hanno invece toccato altri pc molto più nuovi, la cassaforte dell´ufficio e non hanno rovistato nei cassetti, dove avrebbero trovato dei soldi. Del caso si occupa il procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici: «C´è il sospetto che si tratti di un furto particolare». Il furto particolare è stato scoperto ieri mattina alle 8 e 30 dagli impiegati. «Siamo preoccupati circa i reali obiettivi dei ladri, anche per il possibile uso strumentale dei dati sensibili contenuti negli archivi nominativi», si lamentano i sindacalisti della Cgil, alle prese con un furto anomalo nel primo giorno di raccolta a Milano delle firme per il referendum relativo al ripristino dell´art. 18. «Anche in passato avevamo subìto un tentativo di furto, ma allora avevano almeno cercato di aprire la cassaforte», spiega Rosa Pavanelli, segretaria milanese della Cgil Funzione pubblica che ha la scrivania nell´ufficio. «A rendere incomprensibile il furto è anche il valore degli oggetti asportati: i ladri al massimo potranno ricavarne mille euro», fa due conti Giorgio Morabito, il sindacalista che si occupa della parte informatica dell´ufficio. I presunti ladri per entrare nei locali hanno divelto una tapparella. Poi sono andati a colpo sicuro nell´ufficio dove erano installati i computer. Digos e Carabinieri sono rimasti tutta la mattina nella sede della Cgil per i rilevamenti. E le indagini sono state affidate non al magistrato di turno, ma al procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici, che si occupa anche dei due bidoni incendiari lasciati davanti alla sede della Cisl a Monza e alla Fiat di viale Grosio. «C´è un clima avvelenato da atti che sembrano mirati a limitare la libertà di associazione e di manifestazione democratica del proprio dissenso», si legge in un comunicato della segreteria nazionale del sindacato Funzione pubblica.

r. m.