RSU/RSA- Comunicato stampa su interruzione trattative del 21-3-01

COMUNICATO STAMPA

Ieri mattina si sono interrotte le trattative per la ridefinizione dell’accordo che regola la rappresentanza sindacale unitaria nel terziario.

Il problema si trascina da oltre un anno, da quando la Confcommercio si era assunta l’impegno di trovare una soluzione al contenzioso emerso relativamente all’interpretazione, forzata soprattutto da parte di alcune aziende della grande distribuzione, della rappresentanza sindacale nelle singole realtà aziendali.

Queste aziende, infatti, sostengono la tesi dell’impossibilità per il sindacato di dare vita alle rappresentanze sindacali aziendali nelle imprese dove fosse costituita la rappresentanza sindacale unitaria, ossia la forma elettiva di rappresentanza prevista dal protocollo del luglio 1994. Tesi che portava all’impossibilità di poter avere la rappresentanza del sindacato, come prevede la Legge 300 (Statuto dei Lavoratori).

La ricomposizione del tavolo negoziale portava le parti a doversi confrontare sull’insieme dell’accordo vigente dal 1994 e adattandolo alle novità del settore nel frattempo sopraggiunte.

Le richieste sindacali si articolano in modo tale da garantire la rappresentanza dei lavoratori sia sotto il profilo della legge esistente (RSA) che degli accordi sindacali, rilanciando da un lato la possibilità di elezione delle RSU e dall’altro aggiungendo l’opportunità di poter dare rappresentanza interaziendale anche ai lavoratori del variegato mondo delle piccole aziende al quale si rivolgono gli accordi integrativi territoriali e al poter esercitare il diritto democratico di assemblea in tutti i luoghi di lavoro.

La Confcommercio si è presentata al confronto con una posizione oltranzista, pretendendo di confrontarsi solo ed esclusivamente sulla validità temporanea delle RSA e sul vincolo della validità delle RSU solo con il raggiungimento della maggioranza assoluta degli addetti.

A nulla è valsa la disponibilità di approfondimento manifestata dal sindacato sulle posizioni in campo approfondendo le motivazioni che stavano a sostegno delle varie posizioni.

C’è anche da aggiungere a dispetto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente di Confcommercio, Sergio Billè che sottolineavano il valore della concertazione come metodo per la risoluzione dei problemi, che le pretese della Confcommercio sulla rappresentanza dei lavoratori sono l’esatto opposto dei valori messi in campo dal suo Presidente.

L’indisponibilità della Confcommercio si può spiegare solo con il tentativo di emarginare il sindacato e impedire ai lavoratori di poter trovare liberamente le forme di rappresentanza nel quadro di regole democratiche: miopia politica che non ha permesso di proseguire il tavolo negoziale e che ha portato alla rottura del confronto e alla messa in campo di iniziative di lotta a sostegno delle richieste sindacali.

Le Segreterie Nazionali
FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS

Roma 22 marzo 2001