Rovigo. Banconote false, ipermercato si avvale sulle cassiere

16/07/2004





     
    Venerdì, 16 Luglio 2004
    ROVIGO Immediata reazione da parte dei sindacati:1500 euro andrebbero a gravare sulle buste paga delle dipendenti raggirate
    Banconote false, ipermercato si avvale sulle cassiere
    Rovigo

    NOSTRA REDAZIONE

    Oltre al danno pure la beffa. Dopo essere state raggirate da clienti disonesti, le cassiere dell’Iperlando di Rosolina si sono viste recapitare la richiesta di risarcimento del danno.

    La direzione dell’ipermercato, infatti, vorrebbe trattenere il corrispettivo dalla busta paga di ciascuna delle dipendenti coinvolte.Immediata la levata di scudi delle organizzazioni sindacali che hanno annunciato iniziative di lotta.

    Nelle ultime settimane, l’Iperlando ha subito raggiri in serie. Almeno cinque cassiere sarebbero state truffate. Si sono viste rifilare banconote da 100 e 200 euro risultate poi false. Il danno complessivo si aggirerebbe sui 1500 euro e la direzione ha fatto sapere di volersi rivalere sulle dipendenti.

    Il sindacato ne ha fatto sia una questione di metodo che di principio. «L’Iperlando – tuona Maurizia Rizzo, numero uno della Fisascat-Cisl – avrebbe dovuto quantomeno seguire le procedure di legge. Alla dipendente deve essere inviata la contestazione scritta. Poi ha diritto a controdedurre entro i cinque giorni successivi. Solo in una fase successiva si può adottare il provvedimento che ci riserviamo, comunque, di impugnare davanti al giudice del lavoro».

    Filcams e Fisascat avrebbero ragioni da vendere. Le cassiere non sono dotate delle sofisticate apparecchiature in grado di intercettare in tempo reale le banconote false. All’Iperlando esiste una sola macchinetta, dislocata all’interno dell’ufficio clienti.«Scottate dalle precedenti esperienze – racconta Lauro Biolcati, segretario generale Filcams – le cassiere si stanno abituando ad abbandonare la cassa tra i borbottii dei clienti per andare a verificare al box se la banconota è buona. Molte di loro hanno addirittura acquistato di tasca propria una penna ottica. Secondo noi, non dovranno rifondere un bel niente perché il loro contratto non contempla l’indennità di cassa».

    Luca Ingegneri