Rovereto. Sciopero al Mart, sfiorata la rissa

23/09/2003

lunedì 22 settembre 2003

Rovereto (pag.18)

Sciopero al Mart, sfiorata la rissa
Momenti di tensione durante la protesta La protesta


I lavoratori penalizzati non volevano far entrare al museo i sostituti chiamati dall´azienda

I lavoratori addetti ai servizi del Mart in sciopero. Ieri, però, nella piazza del polo museale si è sfiorata la rissa
(foto Gianni Cavagna)

Di LUISA PIZZINI
Terzo giorno di sciopero, ieri, davanti al Mart per i soci-lavoratori della cooperativa «Verona 83». In attesa dell´incontro fissato per questo pomeriggio con il presidente del museo Pietro Monti, quello della cooperativa Gianni Curti e, forse, con l´intero consiglio d´amministrazione del Mart (sono stati proprio alcuni membri del Cda a chiedere di allargare l´incontro), i lavoratori hanno continuato con il volantinaggio sotto la cupola.
Ma la protesta ha conosciuto anche dei momenti di tensione quando Ezio Casagranda, sindacalista della Filcams-Cgil, ha cercato di impedire l´entrata al museo ad alcuni ragazzi chiamati per sostituire chi in questi giorni ha deciso di astenersi dal lavoro.
Ma andiamo con ordine. Come avevano annunciato venerdì mattina, quando è iniziata la contestazione, i lavoratori si sono dati appuntamento nella piazza del Mart anche nel dì di festa. Si sono schierati davanti alla porta girevole ed hanno cominciato a distribuire volantini per informare cittadini e turisti su quella che considerano una situazione incresciosa. Hanno tentato di spiegare ai visitatori che erano lì per rivendicare un contratto e i «diritti minimi dei lavoratori»: un giusto salario, le indennità, il pagamento degli straordinari, l´orario di lavoro. «Alcuni turisti ci hanno dimostrato solidarietà – raccontavano ieri mattina – un gruppo di americani, quando abbiamo spiegato come stanno le cose, si è addirittura rifiutato di entrare nel museo. Altri invece si sono soltanto preoccupati di sapere se potevano comunque entrare».
E l´apertura è stata garantita anche ieri, nonostante lo sciopero abbia causato non poche difficoltà. «Alcune mansioni richiedono competenze particolari. – spiegava Talita Di Marco – Al servizio informazioni ad esempio, dove lavoro io, servono persone che conoscono le lingue. Oggi però questa mia competenza la sfrutto qui, informando anche i turisti stranieri di quello che succede».
I visitatori, nel frattempo, andavano e venivano, qualcuno si fermava incuriosito. Dentro, il personale del bookshop aveva appeso un cartello sul bancone per esprimere solidarietà agli scioperanti.
Verso mezzogiorno poi si sono presentati davanti al museo quattro ragazzi. Venivano da Verona ed erano stati mandati dalla cooperativa per sostituire gli scioperanti. Ezio Casagranda li ha fermati per informarli della situazione. A questo punto è scoppiato il caos: sono intervenuti i responsabili del personale del Mart che hanno tentato di far entrare i ragazzi dagli ingressi secondari. Ma Casagranda ha tentato nuovamente di impedirlo ed i toni della discussione si sono accesi. Alla fine i sostituti, che non conoscevano la situazione ed erano abbastanza scocciati di essere trattati come degli ostaggi, sono entrati.
Casagranda ha voluto rilasciare anche delle dichiarazioni in risposta a quanto affermato da Gianni Curti, presidente della cooperativa «Verona 83»: «Innanzitutto è immorale che una cooperativa che dice di avere una certificazione etica risponda alle richieste dei suoi lavoratori utilizzando strumenti che erano in voga agli inizi del Novecento quando i padroni delle ferriere sostituivano gli operai in sciopero. In secondo luogo non accettiamo le offese. Quando afferma poi che questa contestazione è dettata da ragioni politiche, vuol dire che non sa cos´è la politica. Quelli che rivendichiamo sono diritti contenuti nella Costituzione».