Rovereto. «Quello del Mart sarà un caso nazionale»

24/09/2003

martedì 23 settembre 2003

Rovereto (pag.32)

Il presidente Monti: «I lavoratori oggi tornano al loro posto, non accettiamo ritorsioni»
«Quello del Mart sarà un caso nazionale»
Il presidente della Verona 83: «È solo una questione politica»

Lo sciopero dei lavoratori della cooperativa Verona 83 è finito. Ma anche quella di ieri è stata una giornata di tensione per il Mart, per la sua immagine di modernità, efficienza, eccellenza. La vicenda di questi giorni ha destato scalpore, ha sollevato il velo su un´aspetto non certo edificante della cooperazione. Al punto che ieri sera il presidente della Federazione trentina delle cooperative, Diego Schelfi, ha diffuso un comunicato in cui, affermando che la cooperazione trentina è impegnata a difendere la qualità del lavoro, dichiara la piena solidarietà della Federazione ai lavoratori impegnati nella difesa dei loro diritti.
Ieri pomeriggio c´è stato l´incontro tra il presidente del Mart, Pietro Monti, i lavoratori della cooperativa affiancati da Ezio Casagranda, del sindacato Filcams – Cgil, ed il presidente della cooperativa Verona 83, Gianni Curti. Facce soddisfatte all´uscita. Oggi i lavoratori torneranno ai loro posti. Alla fine dell´incontro, durato un´ora e mezza, Monti ha riassunto i punti cruciali. «Noi, come Mart, siamo responsabili della corretta applicazione del bando d´appalto, che chiedeva ai soggetti vincitori l´applicazione del contratto Federcultura – ha spiegato il presidente -. Dai controlli effettuati in questi mesi dall´ispettorato del lavoro sembrava tutto in regola. Dopo questi fatti ci impegneremo a verificare se è ancora così, anche l´ispettorato chiederà nuova documentazione».
Monti ci tiene a sottolineare comunque che la cooperativa Verona 83 non è stata scelta, in fase d´appalto, soltanto per una questione di costi, ma anche per la sua storia.
«Ci siamo impegnati anche a fare da mediatori tra i lavoratori e la cooperativa – ha detto il presidente – come ci è stato chiesto dal sindacato. Domani i lavoratori torneranno ai loro posti ed abbiamo chiesto alla cooperativa che non subiscano ritorsioni».
Nell´incontro di ieri si è parlato soltanto della questione riguardante i soci-lavoratori della cooperativa Verona 83, non si è fatto cenno ai contratti degli altri lavoratori che operano all´interno del museo. «Quello è un problema sindacale interno – ha detto Monti -. Il Mart è un ente interno alla Provincia e come tale è soggetto alle regole del pubblico impiego, vincolato al blocco del personale. In questo caso quindi spetta all´ente pubblico colloquiare con il sindacato, non è compito nostro. Ad ogni modo abbiamo chiesto di rivedere la pianta organica».
Dichiarazione al volo nei corridoi del Mart del presidente della cooperativa Verona 83, Gianni Curti. «Il sindacato non c´entra in tutta questa storia – afferma -: questa è una questione politica. E avrà risvolti anche a livello nazionale: mercoledì mattina ci sarà un incontro tra le cooperative aderenti alla Lega e la Filcams».
Soddisfatto per l´impegno preso dal presidente del Mart, Ezio Casagranda della Filcams – Cgil; soddisfatto perché con Mart si è aperta una trattativa per arrivare ad un contratto unico di tutti i lavoratori impegnati all´interno del Museo. Casagranda ha chiesto al cda del Mart garanzie per i lavoratori della Verona 83 nel caso l´appalto, che scade il 30 settembre (scadeva a fino giugno, ma è stato prorogato), venisse vinto da un´altra cooperativa. Peraltro il presidente della Verona 83 ha dichiarato che la sua coop parteciperà alla nuova gara. Non solo ma ha aggiunto che molto probabilmente il lavoro al Mart rimarrà alla Verona 83 perché la coop veronese è l´unica ad avere i requisiti.
In serata Agostino Catalano, segretario provinciale di Rifondazione comunista ha diffuso un comunicato nel quale afferma: «Chi pensava che il Trentino fosse immune da questi assurdi casi di sfruttamento è smentito, e la dimostrazione è tanto più efficace perché svela l´inganno che sta dietro al tanto osannato terzo settore, troppo spesso un ingannevole miraggio». Attacco di Catalano anche alla Provincia «Certo, è un po´ più strano che la faccia la Provincia, a pieno merito "maggior creatrice di precarietà in Trentino": alla faccia dell´Adecco».


L.Pi.