Rovereto. Faccia a faccia tra sindacati e Cooperativa

24/09/2003

 

mercoledì 24 settembre 2003





 ROVERETO VALLAGARINA





 

Monti con Casagranda

Faccia a faccia tra sindacati e Cooperativa
Vertenza al Mart: la Cgil presenterà oggi in un incontro le sue richieste

ROVERETO. Il faccia a faccia sarà oggi pomeriggio alle 15: allo stesso tavolo, uno di fronte all’altro, siederanno i sindaacti e i vertici della Cooperativa Verona ’83, i cui soci-dipendenti occupati al Mart hanno duramente protestato con tre giorni di sciopero. Ieri il sindacato ha presentato le richieste ufficiali che pretendono siano esaudite dalla Cooperativa che gestisce la biglietteria e la sorveglianza delle sale. Casagranda e Pozzi della Filcams Cgil hanno presentato nove punti: l’applicazione del contratto, la lettera di conferma dle uogo di lavoro e della tipologia d’orario, la consegna del regolamento interno della coop, la definizione di una turnistica adeguata alle esigenze personali, un’indennità per il maneggio di denaro, l’accompagnamento pe ril deposito dell’incasso, il servizio mensa, gli spogliatoi separati e le divise. Questa, dunque, sarà la piattaforma di confronto, dopo alcuni giorni di tensione. Il presidente del Mart, Monti, sarà presente come mediatore e garante, ma il Museo non sarà solo spettatore. «Vogliamo arrivare ad un’intesa – spiega in un comunicato la Cgil – che permetta di inserire la clausola sociale nel nuovo capitolato d’appalto. Va poi avviato il prima possibile un tavolo per dare a quanti lavorano al Mart un contratto di riferimento e tutte le possibili garanzie di continuità occupazionale».
Sull’altra sponda, il presidente della Cooperativa veronese Curti definisce legittime le richieste del sindacato. «Ma se guardiamo bene, da nessuna parte c’è scritto che noi non rispettiamo il contratto e sottopaghiamo i lavoratori. Che chiedano la mensa o gli spogliatoi separati mi sta bene. Ma perchè i sindacati hanno fatto mancare dal lavoro quei ragazzi per tre giorni, invece di presentarci prima queste richieste? E poi chiariamo una volta per tutte questa storia dello stipendio non corrisposto. Nel capitolato d’apalto del Mart si chiede solo di applicare il contratto federcultura. Non dà cifre. Ebbene: la categoria A2 del contratto, quella alla quale appartengono i nostri lavoratori al Mart prevede 5,58 euro all’ora. Quindi è inutile che le Cooperative trentine ci attacchino perchè noi abbiamo offerto meno di loro insinuando che non rispettiamo il contratto».
Solidarietà ai lavoratori che hanno aperto la vertenza arriva anche da Roberto Antolini, rappresentante Cgil dei lavoratori diretti del Mart. «Questa vicenda – scrive – insegna che l’ottica del puro e semplice ribasso del prezzo non può essere l’unico criterio a cui affidarsi in scelte di questa rilevanza, perché condizioni di lavoro intollerabili producono una tensione destinata prima o poi a rovesciarsi sull’istituzione stessa, compromettendone la necessaria immagine di serenità ed efficacia. Questo 2003 è stato per il Mart l’anno 0, in cui si è dovuto far fronte con ogni mezzo possibile ad una marea di problemi, con una struttura schiacciata dal blocco delle piante organiche degli enti pubblici (mentre nessuno bloccava l’enorme crescita di impegno derivato dal salto di qualità dalla nuova molto più ampia sede, e dall’esponenziale crescita del numero dei visitatori). Ma ora bisogna corre ai ripari, riorganizzando il lavoro con una maggior attenzione alla qualità. Questo brutto sciopero in un settore esternalizzato è un campanello d’allarme, che tutti devono ascoltare».