Rovereto. Al Mart soltanto tregua armata

25/09/2003
mercoledì 24 settembre 2003

Rovereto (pag.33)

Al Mart soltanto tregua armata
I lavoratori sono tornati in servizio ma oggi attendono risposte precise

Il caso
Il presidente Monti incontra i rappresentanti della cooperativa «Verona 83»

e le organizzazioni sindacali

Di LUISA PIZZINI
Sono tornate al lavoro le maestranze della cooperativa "Verona 83" impiegate presso il Mart. Sono tornate al lavoro dopo tre giorni di sciopero indetto per rivendicare i «diritti minimi dei lavoratori» come avevano messo in evidenza sui volantini distribuiti all´entrata del museo durante la protesta.
Ieri mattina, com´era stato annunciato lunedì dopo l´incontro con il presidente del museo e quello della cooperativa, hanno ripreso regolarmente i loro turni: in biglietteria, al punto informazione del museo e nelle sale, dove assicurano la custodia. Hanno ripreso i servizi di front office che, nonostante la contestazione, la cooperativa ha sempre garantito sostituendo chi aveva deciso di astenersi dal lavoro. E suscitando, in questo modo, le ire del sindacato.
Rientrato lo sciopero, si è sciolta anche la tensione che, nei giorni scorsi, era palpabile sotto la grande cupola del Botta. Non del tutto, perché il gran polverone alzato dalla protesta ha lasciato il segno. Per i lavoratori, anzi i soci-lavoratori – come precisano loro – della "Verona 83", la storia non finisce qui. Sono tornati alle loro mansioni abituali ma attendono delle risposte alle precise richieste avanzate.
Un primo passo, forse, si farà questo pomeriggio: alle 15 è previsto l´incontro proposto dal presidente del Mart, Pietro Monti, tra la Filcams-Cgil del Trentino ed i rappresentanti della cooperativa "Verona 83". Un confronto che dovrebbe essere aperto anche ai componenti del consiglio d´amministrazione del museo e che Ezio Casagranda, della Filcams- Cgil, definisce «un primo importante risultato della lotta dei lavoratori che hanno costretto l´azienda ad avviare un confronto vero e proprio sulle condizioni economiche e normative applicate ai soci-lavoratori».
L´argomento discusso sarà l´applicazione del contratto ai lavoratori del museo. In quell´occasione i rappresentanti della Filcams-Cgil punteranno il dito contro il comportamento della cooperativa che – secondo il sindacato – «ha perseguito con insistenza una politica di aggiramento delle norme contrattuali attraverso forme di pressione e vessazione ritenute non più sopportabili».
Dall´incontro di domani le rappresentanze sindacali si aspettano una risposta concreta alla «necessità di dare ai lavoratori uno status di normalità, ovvero un contratto di lavoro».
A fine mese inoltre scade il contratto d´appalto. Dovrà essere indetta una nuova asta per assegnare il servizio. È ancora tutto da definire, come spiegava lunedì il presidente Monti. Di sicuro c´è solo il fatto che la prossima gara d´appalto sarà europea, ma non è ancora chiaro se riguarderà soltanto la custodia o se verrà allargata agli altri servizi del museo. In riferimento a questo punto, Casagranda insiste sulla necessità di garantire la continuità occupazionale, anche nel caso fossero altre cooperative ad aggiudicarsi l´appalto. «Su questo terreno – afferma il sindacalista – abbiamo chiesto un incontro con il cda del Mart, al fine di arrivare ad una intesa che permetta di inserire la clausola sociale nel nuovo capitolato d´appalto. Va poi avviato un tavolo per dare a quanti lavorano nel Mart un contratto di riferimento e tutte le possibili garanzie di continuità occupazionale, in modo da permettere a questi lavoratori non solo la necessaria crescita professionale ma anche la possibilità di progettarsi il proprio futuro. E questo non può prescindere da forti investimenti sulla risorsa lavoro». Casagranda conclude dicendo che questa è una sfida, l´ennesima sfida raccolta dal Mart.