Rossi Luciani: la flessibilità è indispensabile

05/04/2002





Rossi Luciani: la flessibilità è indispensabile
VENEZIA – Gli imprenditori veneti, in un incontro svoltosi ieri a Mestre, hanno rilanciato l’esigenza di riforme strutturali per la flessibilità, a cominciare dall’articolo 18, e hanno confermato la propria fiducia al presidente di Confindustria Antonio D’Amato. «Abbiamo verificato che le nostre posizioni sono molto coincidenti – ha spiegato al termine dell’incontro il presidente della Federazione degli industriali del Veneto, Luigi Rossi Luciani -. Andremo a Parma avendo coinvolto un po’ tutto il sistema nella spinta alla rimodernizzazione del Paese». Parole a cui hanno subito fatto eco quelle di Alessandro Riello, presidente dell’Associazione industriali di Verona: «I veneti in questo momento si riconoscono nella rappresentanza che dà il presidente della Confindustria». E anche il vicepresidente di Viale dell’Astronomia Nicola Tognana ha sottolineato il risultato positivo dell’incontro e la compattezza del sistema imprenditoriale. Quanto alla questione "calda" dell’articolo 18, secondo Rossi Luciani se ha preso tanta parte della scena è stato per «un errore mediatico». «Non ci sono mai state diversità di valutazione da parte nostra – ha spiegato -. Non sono corrette le cose che vengono esposte dai media sull’articolo 18: la riforma del Governo non significa libertà di licenziare». E ancora: «Oggi D’Amato viene percepito come il cattivo che vuole licenziare, ma questa non è la verità. Io credo che il presidente abbia portato un grande cambiamento in Confindustria, oggi preoccupata in termini più concreti di competitività e di mercato del Paese rispetto a una Confindustria che era, non esclusivamente, ma più vicina agli interessi di un certo numero di aziende di grandi dimensioni». Certo, ammette Rossi Luciani, le aziende venete sono poco toccate dalla riforma dell’articolo 18 così com’è stata concepita: «Le nostre sono aziende di dimensioni per lo più maggiori dei 15 dipendenti e non abbiamo, presumo, casi di aziende che debbano emergere dal sommerso. Ma la riforma serve ad allargare la base degli occupati nel Paese, perché solo attraverso quest’allargamento e attraverso l’emersione dal sommerso si può arrivare a una riduzione del carico fiscale e contributivo. Noi pensiamo – ha concluso – che, magari accettando il discorso di una revisione degli ammortizzatori sociali, una maggiore flessibilità del mercato del lavoro possa portare l’Italia verso gli obiettivi che ci sono richiesti dalla Comunità europea e che condividiamo, come quello di aumentare di dieci punti la partecipazione di occupati». Infine, un accenno ai rischi di conflittualità tra Governo centrale e Regioni in materia di federalismo: «In mancanza di una legge quadro sulle reciproche competenze i conflitti possono essere davvero pesanti – ha avvertito Rossi Luciani -. Uno dei grandi temi di oggi è la decisione da parte del Governo sull’attuazione o meno della modifica del titolo V della Costituzione oppure se puntare su una riforma diversa».

Venerdí 05 Aprile 2002