Romiti e Billé, riforme con la Cgil

24/01/2002








  • Romiti e Billé, riforme con la Cgil

    I tecnici stanno preparando gli emendamenti alle deleghe, i politici sondano le disponibilità di Cisl e Uil, il presidente di Rcs e il presidente della Confcommercio, invitano al dialogo con tutti i sindacati.

    di Fernanda Alvaro


    ROMA- Se, come sembra, qualcuno nell’esecutivo sta lavorando  per cercare un’intesa che isoli l’organizzazione di Sergo Cofferati (anche se il sottosegretario al Welfare, Sacconi, lo esclude ),  e lo esclude anche il segretario della Cisl: "Il governo sa che c’è una nostra opposizione sulla questione dell’articolo 18 e se vuole favorire le cose  dovrebbe toglierlo dalle deleghe. Veda lui. La Cgil verrà al tavolo con noi se ci convocheranno”. E se, come è certo, i tecnici stanno lavorando per proporre quegli emendamenti che possano rendere più facile il passaggio parlamentare , ufficialmente c’è chi sulle deleghe volute dal Governo continua a tentare un’intesa. Con tutti i sindacati.

    Con ancora due giorni di scioperi generali articolati per regioni (il 25 e poi il 29 quando praticamente si bloccherà mezz’Italia), con  la conferma della manifestazione del 15 febbraio (al Circo Massimo, come nel novembre del 1994)  per il rinnovo del contratto del pubblico impiego (per il 15 hanno proclamato uno sciopero generale  anche gli autonomi con manifestazione a piazza San Giovanni, a Roma), restano pochi giorni di tempo per non arrivare al muro contro muro. A un governo-contro sindacati e viceversa.

    In materia di pensioni e di lavoro, le riforme sono necessarie, ma le intese non si raggiungono senza il terreno della pace sociale. Questo sostiene presidente di Rcs, Cesare Romiti  in un’intervista a Famiglia Cristiana nella quale invita alla prudenza governo e sindacati.  ”Che queste riforme vadano fatte è innegabile",  sottolinea quindi Romiti, il quale però  aggiunge  che le affermazioni del ministro del Lavoro, Roberto Maroni, nei  confronti del leader della Cgil, Sergio Cofferati, non contribuiscono a distendere il clima: ”Ognuno – dice  Romiti – dovrebbe essere molto più prudente”. Tanto più che con Cofferati, che, evidentemente persegue gli interessi dei suoi assistiti, ”si può ragionare”.  E da Romiti arrivano elogi al leader Cgil: ”Lo conosco bene,  è un uomo molto preparato, intelligente", "L’importante è che Cofferati non confonda mai gli interessi dei  lavoratori con gli interessi della politica, o di quella parte politica alla quale lui aderisce".

    Anche Sergio Billè, presidente di Confcommercio, chiede che si eviti lo scontro e si fa promotore dell’apertura di un tavolo a Palazzo Chigi nel quale si discutano tutte le necessarie riforme per aiutare la crescita dell’economia del Paese che, secondo l’organizzazione del commercio e del terziario, è piuttosto debole (Pil: 1,2% nel 2002, 2% nel 2003). "ll Governo deve riaprire subito un tavolo di ‘confronto a tutto campo – dice Billè – chi ha pensato di arrivare ad una spaccatura verticale del sindacato ha preso un abbaglio e ha fatto un calcolo miope”.

    E lo stesso fa la Confapi che ha inviato una lettera ad Angeletti, Cofferati e  Pezzotta. ‘Le parti sociali – scrive Roberto Radice  - possono avere un ruolo determinante nel proporre al governo e al parlamento soluzioni concordate che trasformino le linee guida dei disegni di legge in provvedimenti applicativi. Non vorremmo che tutto questo positivo lavoro salti su due questioni tutto sommato marginali: la sperimentazione di una modifica dell’articolo 18 e la decontribuzione per alcuni pochi neo assunti”.

    Accantonare l’articolo 18 e discutere di tutto il resto? Lo chiede l’Ugl e il responsabile economico della Margherita ed ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu.  Mentre al Senato le forze parlamentari cominceranno a
    presentare gli emendamenti alle deleghe, le parti sociali con il governo – secondo la proposta di Treu – potrebbero avviare un confronto sugli altri temi e affrontare alla fine il nodo dell’articolo 18. ”Ci sono materie – dice – sulle quali è possibile misurare la reale volontà riformatrice del governo. Insistere sull’articolo 18 significa andare consapevolmente allo scontro".

    (23 GENNAIO 2002; ORE 18:20)