Romiti: «Articolo 18, siamo in un vicolo cieco»

08/04/2002






Romiti, presidente Rcs: in realtà è un problema poco importante

«Articolo 18, siamo in un vicolo cieco»

      MILANO – L’articolo 18? «E’ un problema in realtà non importante, per il quale ci si è cacciati tutti in un vicolo cieco». Cesare Romiti, presidente di Rcs, risponde così sul tema «caldo» dei licenziamenti ad Antonio Calabrò, in un’intervista che verrà trasmessa questa sera alle 22.30 su Ventiquattrore.tv. Un colloquio a tutto campo, nel corso del quale Romiti dice che i rapporti con Giovanni Agnelli, presidente d’onore della Fiat, «non sono mai cambiati»; definisce le strategie multimediali di Rcs e dichiara: « Il Corriere della Sera non andrà in Borsa. E’ un patrimonio del Paese». Romiti dunque, sul tema delle riforme sul welfare e in particolare sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dice che «ci si è cacciati tutti in un vicolo cieco per un problema che in realtà non è importante». Alla domanda poi sui rapporti con l’Avvocato, il presidente di Rcs ed ex presidente della Fiat dice: «Ho con Giovanni Agnelli un rapporto che è durato 25 anni in Fiat, fatto di stima e a un certo punto anche di affetto. Non è mai cambiato, insisto, e tuttora non cambia». Passando poi alle strategie di Hdp, la holding di cui Romiti è azionista attraverso la Gemina e che controlla il gruppo Rcs-Corriere della Sera: «Abbiamo preso da tempo la decisione di uscire dal settore della moda. Resta aperto il problema di Fila, che speriamo di risolvere in tempi relativamente brevi». Divergenze fra i soci di Hdp? «In realtà non esistono. Ci sono state in determinati momenti quando i punti di vista divergevano. Tutti i conflitti sono sempre stati risolti in maniera civile e urbana». Hdp muove dunque verso la multimedialità: il gruppo cerca attività «radio, tv satellitari e non, Internet». In caso di privatizzazione della Rai, «penso che perlomeno tenteremo di essere della partita». Il Corriere della Sera «non andrà in Borsa. E’ un patrimonio del Paese e troviamo pertanto illogico metterlo alla discrezione di una Borsa che risente di tutte le condizioni. Si possono quotare delle società, ma il Corriere della Sera resterà al di sotto di queste per preservarlo da ogni influenza esterna».


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