Romani mette tutti d’accordo. Sciopero unitario Cgil-Cisl-Uil

19/04/2011

ROMA - Dove avevano fallito decine di appelli all’unità sindacale e al senso di responsabilità verso i lavoratori, è riuscito invece il decreto ammazza rinnovabili 1del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Dopo mesi di durissimo e aspro confronto (l’ultimo grave caso 2 a Bologna in vista del 1 maggio), i metalmeccanici di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil sono tornati oggi a convocare uno sciopero generale unitario proprio per protestare contro le gravissime ripercussioni sulle prospettive del settore provocate dalla nuova norma varata da Palazzo Chigi lo scorso 3 marzo.

L’astensione dal lavoro, spiegano i tre sindacati in una nota congiunta, serve per "chiedere modifiche radicali al decreto sulle energie rinnovabili del 3 marzo scorso; decreto che ha avuto l’effetto immediato di bloccare l’intera filiera del fotovoltaico in Italia." "Da allora, infatti, si sono registrati annullamenti di ordini e messa in discussione dei finanziamenti da parte delle banche. Moltissime aziende hanno ridimensionato i piani di investimento e, in molti casi, hanno annunciato processi di delocalizzazione e avviato il ricorso ad ammortizzatori sociali."

Un’analisi allarmante della situazione la cui gravità è confermata anche dai toni usati nella "preoccupata" lettera di richiamo 3 inviata venerdì scorso a Romani dal Commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger. Una missiva nella quale si chiede al governo italiano di valutare bene le prossime mosse in un settore altamente strategico, evitando norme retroattive che oltre ad essere potenzialmente illecite danneggerebbero fortemente gli investitori.

"La filiera del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in Italia – denunciano ancora Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil – stava faticosamente crescendo e qualificandosi. L’intero settore, tra i pochi in crescita in questo periodo, dà lavoro, compreso l’indotto, a circa 100mila persone. Si tratta di un settore essenziale per contribuire all’approvvigionamento energetico complessivo e per ridurre la dipendenza del nostro Paese dai combustibili fossili. Ciò è ancora più vero in una situazione critica in cui, anche per effetto delle catastrofi mondiali di questi giorni (Giappone e Nord Africa), i programmi energetici basati su fonti fossili e nucleari hanno mostrato tutta la loro fragilità per costi, tempi e pericolosità."

Contestualmente allo sciopero, i metalmecccanici mercoledì prossimo, in occasione della prevista riunione della conferenza Stato-Regioni per discutere il nuovo conto energia con la rimodulazione degli incentivi al fotovoltaico, manifesteranno insieme ad ambientalisti e rappresentanti delle aziende a Roma davanti al ministero dello Sviluppo Economico.