Roma: Vita in guardiola

20/03/2001


Martedì 20 Marzo 2001

VITA IN GUARDIOLA

Su e giù per le scale undici ore al giorno,
a fine mese arriva poco più di 1 milione

«E pulisci le scale, e smista la posta, e fai questo, e fai quello, e sali, e scendi… I condomini spesso non se ne rendono neanche conto: ma la nostra è una vita durissima». Raffaele Palma, trentadue anni, uno dei settemila portieri di Roma, guardiola in piazza del Gesù 49 — uffici, abitazioni private, il frenetico via-vai d’uno stabile del Centro — li conosce bene i "dolori" d’un custode. Lo stipendio medio: 1 milione e 300 mila lire al mese. L’orario: anche undici ore al giorno. Gli aumenti dell’ultimo contratto (scattati a gennaio): 80 mila lorde in due anni. «Il questore — dice Palma, ancora senza famiglia («Non me la posso proprio permettere») — ci chiede collaborazione. Ma, per quello che prendiamo, facciamo anche troppo. E poi, a volte, capita che avverti la polizia e loro ti dicono "sì, sì, sì", ma non ti si filano più di tanto».
Finazzo se n’è appena andato e una ventina di portieri, nel centro congressi di via Napoli, "assediano" i sindacalisti della Cgil, della Cisl e della Uil che hanno caldeggiato l’incontro col questore. La lingua batte dove il dente duole. «Ma l’orario nostro allora quanto diventa? Ventiquattro ore? — chiede, allarmata, Luigina De Crescenzo, 46 anni, custode alla Montagnola — Con quello che ci danno, come si fa? E poi, mettiamo che segnalo la presenza di un ladro. Ma lo sapete che succede dopo? Ti ritrovi con le minacce, con le gomme delle macchine bucate e i motorini rubati». «L’idea è giusta — afferma Loredana, arrivata da Morena, vicino Ciampino — Ma è sicuro che poi la polizia viene subito? E il lavoro in più chi lo paga?». Un ritornello. Parole che non sfuggono a Giorgio Spaziani Testa, 35 anni, della Confedilizia, l’associazione che stipula con i sindacati il contratto di lavoro della categoria. «Bisogna dire forte e chiaro — precisa — che non viene assegnato alcun compito in più. Qui si parla solo del dovere di ogni buon cittadino di segnalare ciò che vede». Insomma: aiutare le forze dell’ordine «è giusto», ma se qualcuno sognasse una contropartita in busta-paga si sbaglia.

L. Lip.