Roma: Vigilantes, mai più trasporti a rischio

28/04/2001


Sabato 28 Aprile 2001

Scorta per i blindati con a bordo più di un miliardo e autorizzazione della Questura che vigilerà sul rispetto delle norme: guerra agli istituti abusivi
Vigilantes, mai più trasporti a rischio

Da giugno vietata la raccolta di denaro dalle 22 alle 6 del mattino

di BEATRICE PICCHI

Una linea di grande fermezza e di intransigenza quella che il questore e il prefetto hanno promesso ai vigilantes che ogni giorno trasportano centinaia di miliardi da una parte all’altra della città, con la paura di diventare un facile bersaglio per i rapinatori. Linea dura contro gli istituti di vigilanza che non rispettano le norme di sicurezza (prime fra tutte quella di far indossare il giubbotto antiproiettile), contro quelli abusivi, (il prefetto Giuseppe Romano ha garantito il censimento di tutti gli istituti privati), contro chi trasporterà valori di notte, dalle 22 alle 6.
Dal primo giugno entrerà, infatti, in vigore il nuovo regolamento per gli istituti di vigilanza privata che dà attuazione alla direttiva emanata dal capo della polizia, Gianni De Gennaro. «Abbiamo raggiunto un obiettivo per cui lottavamo da tempo – ha detto Sandro del Vicario, segretario del Savip, il sindacato autonomo che ieri, al termine dello sciopero, ha incontrato questore e prefetto – Se queste norme fossero già state attuate, il nostro collega Massimiliano Ballanti non sarebbe stato ucciso nella rapina al centro commerciale I Granai. Ma adesso abbiamo ricevuto dal prefetto la rassicurazione che le norme di sicurezza che ci riguardano verranno applicate».
Il regolamento è stato varato il 24 aprile scorso, giorno della rapina, e in queste ore sta per essere notificato ai vari istituti di vigilanza che hanno tempo un mese, fino al primo giugno, per mettersi in regola. La normativa oltre al divieto di trasportare i valori di notte – un fatto che comunque per il comandante della Mondialpol non rappresenta un’efficace soluzione perché se i furgoni viaggeranno di giorno le eventuali rapine metterebbero in pericolo più persone – stabilisce che il furgone blindato che viaggia con più di un miliardo deve essere scortato, e quello che porta somme superiore ai tre miliardi deve avere l’autorizzazione della Questura, l’uso obbligatorio del giubbotto antiproiettile per le guardie giurate, il collegamento via radio del portavalori con la centrale operativa delle forze dell’ordine, corsi di addestramento per il personale e soprattutto il controllo sulle ore di straordinario, il cui ricorso eccessivo, ha spiegato il rappresentante del sindacato autonomo, compromette la necessaria attenzione e prontezza di riflessi.
Con la Questura verrà intensificata la collaborazione con la sala operativa alla quale gli istituti di vigilanza dovranno segnalare i percorsi a rischio (per esempio, per la consistenza della somma di denaro trasportata).
Il senatore Athos De Luca, (Democratici) da tempo impegnato sui problemi dei vigilantes, ha partecipato agli incontri: «Si tratta di ripristinare la legalità – ha sostenuto – in un settore in cui si muovono grandi interessi e si sfruttano ragazzi, cercando di ottenere il servizio al minor costo possibile. Bisogna fare trasparenza anche sulle attività abusive che svolgono alcuni istituti di vigilanza».
A Roma e Provincia sono 38 gli istituti di vigilanza autorizzati. E poco più di settemila i vigilantes che lavorano in città, con uno stipendio mensile che arriva a poco più di due milioni con gli straordinari.
Il rappresentante del Savip, Del Vicario sostiene che la circolare De Gennaro «venne bloccata dai sindacati confederali che hanno chiesto tempo per renderla operativa parlando di problemi di traffico e anteponendo problemi logistici a quelli della sicurezza». Per il 2 maggio il prefetto ha convocato una seconda riunione con i rappresentanti di Filcams-Cgil, Fiscat-Cisl, Uil-tucs e Ugl, per parlare di sicurezza e di regole da rispettare: come il corso di formazione. «Non può bastare che la guardia privata vada al poligono di tiro due volte l’anno – ha spiegato Luigi Scozzesi della Cgil che chiederà un incontro con i responsabili dei centri commerciali affinché prevedano uno spazio interno protetto dove poter prelevare i soldi con il furgone. Perché anche fare cento metri a piedi può costarci la vita». Come è successo, appunto, a Massimiliano Ballanti.