Roma. Vigilantes al lavoro per 18-20 ore

10/12/2002

Roma

10 dicembre 2002

Vigilantes al lavoro per 18-20 ore

I controlli su 261 guardie fanno emergere molte illegalità. Vertice con il prefetto

      Sorvegliano banche e uffici fino a venti ore al giorno, spesso senza riposo settimanale. Quasi sempre possono contare soltanto su contratti a tempo determinato. Le aziende evadono i contributi, ma pagano le multe per gli straordinari eccessivi: sono così irrisorie – un migliaio di euro – da equivalere a un piccolo incidente di percorso. È un mondo senza regole quello descritto dall’Ispettorato del lavoro, che tra il 2001 e il 2002 ha controllato 29 istituti di vigilanza sui 38 esistenti a Roma. I colloqui con 261 guardie giurate hanno indotto gli «007» a una conclusione drastica: «È risultata la sistematica violazione delle norme che disciplinano l’orario di lavoro».
      Il senatore della Margherita Sandro Battisti ha già presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e del Lavoro. E il collega di partito Athos De Luca avrà, in settimana, un incontro con il prefetto. De Luca sottolinea i «gravi rischi per l’efficienza del servizio e per l’incolumità dei cittadini e delle stesse guardie giurate, che dopo massacranti turni notturni lavorano anche di giorno davanti a banche ed esercizi commerciali». Il pericolo è evidente: non riuscire a fronteggiare una rapina. «È una questione di sicurezza – precisa De Luca -, perciò occorre ripristinare la legalità. Chiederò al prefetto di sospendere e revocare le licenze agli istituti fuorilegge».
      I 7.500 vigilantes romani, secondo l’esponente della Margherita, «sono giovani ricattati con la prospettiva del licenziamento e abbandonati dai loro stessi sindacati». E sono vittime di un mercato in cui i gli istituti abusivi (una trentina) giocano al ribasso offrendo ai clienti prezzi stracciati. La
      deregulation è totale. «Il superamento delle dieci ore giornaliere, con punte di 14/15, è risultato abituale – scrivono infatti gli ispettori -. Frequenti i casi di doppi turni che di fatto hanno impegnato il lavoratore per 18/20 ore di prestazione continua. Altre violazioni hanno riguardato la mancata concessione del riposo settimanale, la disciplina in materia di contratti part-time e la normativa sul collocamento». C’è dell’altro. «I furgoni non sono omologati – elenca De Luca -, i giubbotti antiproiettile non sono a norma e le esercitazioni di tiro inesistenti».
      Le multe per gli istituti di vigilanza ammontano a 25 mila euro in tutto. L’Inps riceverà più di due milioni e 700 mila euro per contributi evasi o versati in ritardo, mentre all’Inail spetta un rimborso di 75 mila euro. A carico di cinque responsabili sono state inviate «note informative» alla magistratura: avrebbero violato la legge che vieta l’intermediazione di manodopera.
      «Non siamo sorpresi – commenta Vincenzo Del Vicario, segretario del Savip, il sindacato che del ripristino della legalità ha fatto la sua bandiera -. Da anni denunciavamo le stesse irregolarità individuate dall’Ispettorato del lavoro. Ora ci auguriamo che i controlli proseguano e diventino più frequenti».
Lavinia Di Gianvito