Roma. Una famiglia su due ha la domestica “irregolare”

21/11/2001


Mercoledì 21 Novembre 2001

IL FENOMENO

Una famiglia su due ha la domestica “irregolare”

Si rischiano tre anni di reclusione. La Caritas: «Ma tutti la fanno franca perché i controlli sono quasi inesistenti»

di MARIA LOMBARDI

«Prima avevamo la polacca, te la ricordi? Tanto brava in casa ma un po’ freddina con i bambini, da un giorno all’altro è sparita. Poi è arrivata la rumena, un anno e via. E dopo, abbiamo avuto una moldava, era perfetta ma è rimasta solo un mese, la filippina un po’ troppo lenta e adesso abbiamo una peruviana in prova. Che Dio ce la mandi buona». Le mamme lavorano e le colf si avvicendano in un turn-over sempre più frenetico che snerva figli e genitori. Quasi tutte irregolari, è ovvio, valla a trovare una in regola e poi chissà quanto costa. Nemmeno la metà delle collaboratrici domestiche straniere ha permesso di soggiorno e regolare contratto. Ma chi con leggerezza passa da una polacca a una moldava, da una filippina a una colombiana senza assumerne nessuna, forse non sa quanto rischia. «Fino a tre anni di reclusione e fino a 30 milioni di multa per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina», spiega l’avvocato Annamaria Spalluto, consulente del sito internet www.stranieriinitalia.it. «E in più rischia l’arresto da tre mesi a un anno e da 1 fino a 6 milioni di multa per occupazione di straniero irregolare per un lavoro subordinato e non stagionale».
Una bel guaio che però non spaventa più di tanto. «Le famiglie sono convinte di poterla fare franca perché i controlli non esistono», sostiene Le Qujen Ngo-Dinh, responsabile dell’area immigrati della Caritas. Chi dovrebbe controllare? L’Inps, spiegano all’Ufficio stranieri della Questura. Fatto sta che quando c’è la possibilità di mettere la colf in regola ben pochi lo fanno. «Durante le sanatorie la quota di colf regolarizzata è sempre stata minima», aggiunge Ng–Dinh. E per il momento chi è fuori-legge è condannato a restare tale: per il 2001 è stato raggiunto il tetto programmato di 83mila ingressi e bisognerà aspettare il prossimo flusso.
«La condizione più diffusa nelle famiglie – afferma la responsabile delle Caritas – è quella dell’irregolare che lavora irregolarmente». Colf senza permesso, senza contratto, senza orario. Ma sono anche molte le collaboratrici regolari che lavorano in nero. Le più richieste? «Sempre le polacche – aggiunge Ngo-Dinh – immigrate pendolari, così come le moldave e le ucraine. Molto richieste anche le filippine, e hanno sempre più mercato le peruviane. Poco accette le nordafricane». C’è chi bada a casa e bambini e ci sono quelle, moltissime, che si occupano degli anziani tutto il giorno, notte compresa.
Al momento è impossibile ottenere un permesso di soggiorno, ma è diventato anche più difficile rinnovarlo. «Gli immigrati lamentano il fatto che la questura blocca i rinnovi in attesa di controllare i contratti di lavoro sospetti», dice l’avvocato Spalluto. E come non insospettirsi, replicano in Questura, quando uno straniero viene licenziato appena 15 giorni dopo il rinnovo dei documenti, o quando una stessa persona firma 30 contratti di lavoro?