Roma. Turismo, arrivano i tagli

15/10/2001

15 Ottobre 2001








 

Cassa integrazione per alberghi e ristoranti Guerra e terrorismo colpiscono il settore. Riunione in Regione, allo studio misure drastiche
Turismo, arrivano i tagli


ROMANA LIUZZO




romana liuzzo
Lo spettro della cassa integrazione sulle aziende turistiche romane. Per alberghi, ristoranti, locali come confermato nei giorni scorsi dalla categoria dopo l’11 settembre, c’è stato un crollo verticale di presenze e di consumi. Tanto che in alcuni «cinque stelle» capitolini, soprattutto quelli che basavano la loro produttività sulla clientela americana, attualmente risulta occupato solo il 30 per cento delle stanze. Gli albergatori parlano di un calo complessivo che oscilla tra il 20 e il 70 per cento. Ed è solo l’inizio di un periodo che si preannuncia a dir poco nero.
Dal canto suo, l’Ente Bilaterale per il turismo ha avviato un monitoraggio, i cui risultati si conosceranno dopodomani, per sapere a che punto è arrivata la crisi del settore. Non promette nulla di buono comunque l’incontro (seppure interlocutorio) che si è svolto alla Regione con rappresentanti del mondo del commercio e del turismo.
«Per quanto possibile, si sta studiando una forma di cassa integrazione indolore spiega Antonio Nori, presidente della Confesercenti per alternare il personale nel momento della depressione ancora più forte, ormai alle porte. Si manderanno via, a fasi alterne, persone che poi rientreranno al lavoro trascorsa la bufera». «Ancora tutto è in fase di studio specifica Orfeo Cecchini, presidente dell’Ente Bilaterale per il turismo noi abbiamo avviato quest’indagine di cui attendiamo risultati, che non promettono nulla di rassicurante. Come e se fare questa cassa integrazione spetterà poi alla Regione e al Comune, che dovranno anche stabilirne modi e tempi». E a fornire un quadro desolante del settore alberghiero è stata anche la Federalberghi. Il presidente Bernabò Bocca ha spiegato: «Rischia di assumere, ogni giorno che passa, contorni sempre più drammatici la crisi del turismo italiano, innescata dagli attentati negli Usa e dall’attuale attacco bellico all’Afghanistan». E ancora Bocca: «Le cifre elaborate dal nostro osservatorio permanente evidenziano segnali preoccupanti. A settembre la clientela italiana, negli ultimi giorni del mese, è diminuita del 7,9 per cento». In cima al crollo di presenze ci sono gli americani, seguono giapponesi, francesi e canadesi. «Occorre varare in questo momento di straordinaria difficoltà prosegue il presidente della Federalberghi misure eccezionali che evitino alla crisi di diventare strutturale e consentano un rilancio». Secondo i dati presentati, la perdita economica, a livello nazionale nel solo comparto alberghiero, è già stimabile attorno ai mille miliardi.