Roma. Turismo, alberghi vuoti a metà

16/04/2003
        ROMA
         
         
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        Pasqua, è crisi di visitatori: un crollo del 34 per cento secondo le cifre
        dell´Unione industriali

        Turismo, alberghi vuoti a metà
        E per maggio-giugno l´85 di prenotazioni in meno

                Una flessione lenta ma costante tanto per i cinque stelle che per la categoria medio-bassa
                Rischi di licenziamenti "Ci vogliono subito misure strutturali da parte del governo"

                ROMANA LIUZZO

                Solo una camera d´albergo su due è prenotata. Come a dire che gli hotel di Roma, in un momento di alta stagione come la Pasqua, sono vuoti a metà. E per i mesi di maggio e giugno, le strutture registrano fin d´ora una flessione di prenotazioni dell´82-85 per cento.
                Sembra non esserci limite al peggio per il turismo alberghiero della capitale. La guerra in Iraq, prima, con il crollo dei turisti americani e il virus Sars, poi, con il taglio delle partenze dall´Oriente, soprattutto dal Giappone «si aggiungono – ha spiegato il presidente della sezione Turismo dell´Unione Industriali Giorgio Papaleo – al pesante quadro economico, un´Europa debole ed un euro forte, che sta drasticamente riducendo la domanda del mercato europeo e italiano». Le festività pasquali ed i successivi ponti incidono di solito con un 29 per cento sulle prenotazioni del periodo aprile-giugno ma quest´anno le prenotazioni si sono ridotte del 34 per cento, di cui il 32 per cento per gli alberghi ed il 41 per cento per le altre aziende.
                Prospettive cupe, quindi, che riguardano tutte le strutture, dai grandi alberghi a 5 stelle fino a quelli di categoria medio-bassa. Una flessione che al momento è lenta ma costante nei mesi: se ad aprile la quota delle prenotazioni degli alberghi sul totale delle camere è del 59 per cento, scende al 57 per cento a maggio fino a diventare il 49 per cento a giugno. Ad influire per un 25 per cento delle prenotazioni i viaggi «last minute» mentre le strutture alberghiere a 1, 2 e 3 stelle, che a Pasqua registrano il picco di occupazione, non svolgeranno quest´anno il compito di motore dell´attività turistica.
                Lo spettro dei licenziamenti, secondo l´indagine, è più che una minaccia. Per l´Unione degli Industriali, alcuni esercizi stanno riducendo i posti di lavoro anche se il bilancio dei mesi da dicembre a marzo è giudicato soddisfacente. L´unico sbocco alla crisi «è l´adozione da parte del Governo, d´intesa con le parti sociali, di misure strutturali – ha affermato il vicepresidente della sezione Turismo Amalia Consoli – adeguate alla domanda delle imprese e dei lavoratori, come gli ammortizzatori sociali e la formazione, in grado di sostenere la stagione di crisi di un´industria che è fondamentale per l´economia del sistema Paese».