Roma. Troppe camere vuote, il turismo cerca un rilancio

15/04/2002


Lunedì 15 Aprile 2002

A Pasqua registrato un calo del 12%
Troppe camere vuote, il turismo cerca un rilancio

Un colpo di timone, tanto quanto basta per aggiustare la rotta è proprio necessario per il turismo romano. L’industria delle vacanze si mostra di salute cagionevole e questo causa brutte sorprese. Così è stato per Pasqua. Gli operatori si aspettavano il pienone, sicuri che quello dell’11 settembre era solo un brutto ricordo, ma molte camere d’albergo sono rimaste vuote. Il "Turismo" dell’Unione degli industriali di Roma, ha lanciato un segnale forte e costruttivo per rilanciare il settore.
«Nonostante le previsioni ottimistiche – spiega il presidente Giorgio Papaleo – a Roma c’è stato un calo del 12 per cento nelle prenotazioni». Il presidente degli operatori turistici ed alberghieri aggiunge: «Non vorremmo che, a forza di dire che a Roma le strutture sono piene, sia pure inconsapevolmente si finisce per scoraggiare il turista, preoccupato di non trovare posto».
Gli albergatori dell’Unione industriali rappresentano, di fatto, il meglio dell’offerta dell’ospitalità cittadina. Annoverano, infatti, blasonatissimi hotel a "cinque stelle", come il Saint Regis, delle migliori catene mondiali. C’è, poi, l’Antea, espressione di più di un centinaio di alberghi romani, molti dei quali a "quattro stelle". Tra questi ci sono hotel famosi per i saloni ovattati e l’affascinante atmosfera alla
Bella epoque. «Noi siamo pronti ad offrire il massimo dell’ospitalità a prezzi contenuti – dichiara Amalia Consoli, presidente dell’Antea – garantendo agli ospiti quelle "vacanze romane" all’insegna del fascino che solo una città come Roma può garantire, malgrado la concorrenza di altre capitali europee». A che serve protestare? Meglio discuterne. «E’ necessario ricercare le ragioni profonde del problema – prosegue Giorgio Papaleo – senza fermarsi di fronte alle cause più evidenti, come l’allarme lanciato sulla sicurezza delle città d’arte». Lui è certo che «se, da una parte, è urgente ricostituire, a livello mondiale, un clima di fiducia e di sicurezza per far tornare la voglia di partire, dall’altra è ancora più importante che le amministrazioni pongano in essere gli interventi a sostegno del settore ricettivo che il sistema delle imprese ha richiamato come condizione imprescindibile per una ripresa strutturale».
L’Unione degli Industriali, intanto, ha gettato le basi per un grande "Progetto Roma", che prevede alcuni "tavoli di lavoro", tra cui quello del turismo. «Vogliamo collaborare con il Comune – conclude Giorgio Papalia – per impegnarci tutti insieme a migliorare concretamente il turismo romano con l’obiettivo di portare da 1,5 a tre giorni la permanenza dei turisti in città».

S.Sp.