Roma. «Sciopero sabotato con gli interinali»

19/11/2007
    domenica 18 novembre 2007

      Pagina II – ROMA/In primo piano

        «Sciopero del commercio
        sabotato con gli interinali»

          Ieri fermo l’80% del personale della distribuzione

            Roma
            b.c.

            QUELLO DI IERI non è stato un sabato di shopping come tutti gli altri, ma forse non se ne sono accorti in molti perché mentre l’80% dei lavoratori della distribuzione, del terziario e dei servizi incrociavano le braccia in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dalle categorie del commercio Cgil–Cisl–Uil per il rinnovo del contratto, le grandi catene di distribuzione si rivolgevano alle agenzie di somministrazione per sostituirli con lavoratori interinali e intanto acquistavano spazi pubblicitari sui quotidiani nazionali per rassicurare la clientela.

            «Accade anche questo in un Paese dove sembra essere ormai sport diffuso quello di non rinnovare i contratti. Ieri eravamo a Piazza Barberini a portare la solidarietà di tutto il sindacato confederale ai metalmeccanici in attesa del rinnovo da oltre 5 mesi, oggi siamo a Piazza Dante al fianco dei lavoratori del commercio, il cui contratto è scaduto da quasi un anno». Spiega Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, presente alla manifestazione regionale che si è svolta davanti la sede di Confcommercio, dove in oltre 3mila hanno dato vita per l’intera mattinata ad un coloratissimo e chiassosissimo happening. Due carri con musica dal vivo improvvisata da alcuni delegati della libreria Rinascita e da un gruppo di delegati nordafricani con i loro djembè, migliaia di fischietti e bandiere, le magliette con su scritto “vogliamo il contratto di lavoro”, in molti con tutta la famiglia al completo, un pulman da Frosinone che ha portato tutti, nessuno escluso, i lavoratori di un’azienda. Ma soprattutto, una piazza piena di donne e di giovani, che «dedichiamo a chi vorrebbe dividerci, a chi accusa il sindacato di difendere i diritti solo dei garantiti e dei pensionati» racconta Alessandra, delegata della Rinascente, 26 anni, una laurea e le idee molto chiare: «Qui in piazza abbiamo portato tantissimi giovani, gran parte dei quali hanno contratti a tempo determinato o part time, che sanno quanto sia importante essere uniti ed organizzati per difendere insieme i diritti di tutti. Solo questo ci consentirà di costruirci un futuro».

            «Confcommercio, spinta dalla lobby della grande distribuzione, ha rotto lo scorso settembre le trattative – racconta Silvana Morini, segretaria generale Filcams – dicendo no all’accordo del 23 luglio e no alle richieste contenute nella nostra piattaforma. Lo abbiamo scritto in 800mila volantini distribuiti in questi giorni in tutti i centri commerciali alla clientela, vi sembra troppo chiedere 78 euro di aumento mensile da raggiungere in due anni recuperando il potere di acquisto dei nostri salari? Vi sembra eccessivo chiedere più diritti per i lavoratori precari, per gli apprendisti, per i giovani che lavorano per 400 euro al mese senza futuro? Per questo abbiamo chiesto ai consumatori di aiutarci facendo lo sciopero della spesa per l’intera giornata di oggi. Sono convinta che – conclude la Morini – nonostante l’antisindacale tentativo della grande distribuzione di renderci invisibili sostituendoci con altri lavoratori invisibili, gli interinali, la gente ci abbia ascoltato».