Roma. Sciopero a McDonald’s per il freddo

10/01/2002










Sciopero a McDonald’s per il freddo

Come a scuola tanti anni fa: non funziona l’impianto di condizionamento. E, in più, l’ascensore per i disabili è rotto e non c’è servizio di sicurezza. E i lavoratori incrociano le braccia.

di Simone Navarra


ROMA – Tremare dal freddo e preparare hamburger, scusarsi con i clienti che protestano e spostare da un piano all’altro scatoloni di patatine, ketchup e maionese. E’ l’ordinaria amministrazione degli addetti alle vendite, al confezionamento e alle pulizie di un McDonald’s al nord della Capitale, in via di Bravetta, che oggi per tutta la giornata hanno deciso di incrociare le braccia e scioperare. "Non ce la facciamo più a lavorare in queste condizioni. Da mesi ci lamentiamo con il datore di lavoro ma non c’è nessun cambiamento. Ogni volta la risposta è che bisogna stringere i denti e bisogna fare le cose tutti insieme. Il problema però è che qui noi i denti li battiamo e basta, e i manager poi dei nostri disagi se ne fregano". L’impianto di ocndizionamento dell’aria è infatti rotto da tempo, così come l’ascensore disabili che funge anche da montacarichi ed eviterebbe agli operai del fast food di improvvisarsi facchini, ogni volta che arriva il camion delle provviste.  



Da  quando il locale, dato in franchising dalla casa madre statunitense, è stato aperto nell’ottobre del ’98, i problemi sono quasi sempre stati gli stessi e non sono mai stati risolti. Veronica Faitanini, rappresentante sindacale all’interno della piccola azienda, spiega combattiva: "Qui siamo in prima linea, in una struttura che per buona parte ha una copertura in teloni di plastica e che avrebbe bisogno d’estate e d’inverno di condizionatori perfetti e non sempre guasti come quelli con cui abbiamo a che fare". Ma anche la localizzazione, poco distante da alcuni stabili occupati e quindi con una popolazione "molto particolare" è fonte di problemi. "Servirebbe un servizio di sicurezza, come esiste in altri locali della catena. Invece qui i delinquenti della zona vengono e rubano tutto, suppellettili, accessori, persino i salvadanai di beneficenza".

L’agitazione è iniziata con l’apertura del locale, alle 08.30 e andrà avanti fino alla chiusura, dopo le 23. "E’ stato raggiunto il limite. Non vediamo il proprietario da quasi due settimane e quando gli abbiamo comunicato dello sciopero ci ha ripetuto la solita solfa". Sarà per il freddo di questi giorni o per lamentele continue dei clienti costretti a consumare il pasto rimanendo col cappotto, ma non si riesce a vedere uno spiraglio di trattativa: "Fin quando quello che lamentiamo non verrà risolto la battaglia va avanti e non conoscerà soste".

(9 GENNAIO 2002; ORE 13:10)