Roma. Ristoratori contro albergatori: lite in famiglia

29/04/2002


Domenica 28 Aprile 2002

CONCORRENZA

Ristoratori contro albergatori: lite in famiglia

A dividere le due categorie la possibilità di aprire ai clienti esterni le sale da pranzo degli hotel

Ristoratori contro albergatori: lite in famiglia in entrambe le associazioni di categoria. In Confcommercio come in Confesercenti si discute di nuove forme di concorrenza. A seguito di annose e finora vane pressioni sui titolari pro tempore dell’assessorato comunale al Commercio, alcune società alberghiere romane avrebbero avuto uno storico permesso. L’autorizzazione a ospitare in sala da pranzo come clienti dei loro ristoranti avventori esterni ai servizi alberghieri. Sollecitata anche a specchio e motore dell’alto livello qualitativo del settore – senza forme di sostegno dopo la crisi dell’11 settembre – questa liberalizzazione suscita però profondi timori concorrenziali in una categoria cugina. A difesa dei loro interessi i ristoratori oppongono infatti puntigliose questioni di porte…
«Almeno in teoria – spiega il leader dei ristoratori della Confcommercio, Nazzareno Sacchi – solo gli alberghi di categoria “5 stelle lusso" potrebbero aprire i ristoranti a clienti esterni alle camere. E per gli altri il rilascio di una licenza di somministrazione
tipo A è subordinato all’esistenza di accessi e percorsi verso la sala da pranzo diversi da quelli per le stanze. Che molti alberghi accettino già o da sempre prenotazioni al ristorante a prescindere dalla categoria e dall’esistenza di porte adeguate è un altro discorso. A Roma i ristoratori sono assediati da concorrenti abusivi o sleali. Cito i finti club con marginali attività di intrattenimento culturale, tessere di iscrizione rilasciate a vista e attitenti solo a pasti e bevande». I ristoratori della Confcommercio affilano dunque coltelli e forchette per «evitare una liberalizzazione che – dice Sacchi – è di dubbia legittimità e di danno sia per il settore, sia per avventori espropriati del diritto di sapere i prezzi dei pasti prima di entrare».
Mentre Sacchi contesta la novità, il presidente di Confcommercio Cesare Pambianchi è parso possibilista. Anche in Confesercenti c’è una dialettica simile. Il presidente Antonio Nori è contrario «a regalare agli alberghi licenze di somministrazione
contingentate». Il segretario Walter Giammaria è più aperto: «Riservare questo privilegio agli alberghi extralusso è assurdo. Se ne può studiare invece un’assegnazione più ampia con criteri trasparenti».

F. Vent.