Roma. Planet Hollywood in crisi dipendenti in sciopero

02/10/2002

2 Ottobre 2002













 

"Effetto 11 settembre, sono scomparsi gli americani" I rappresentanti sindacali: "La proprietà latita. Nessuno paga più affitto e bollette"
Planet Hollywood in crisi dipendenti in sciopero


ROMANA LIUZZO




Planet Hollywood, dipendenti sul piede di guerra. Pazienza ne hanno avuta, per più di un anno, ma adesso, dopo 12 mesi di stipendio a singhiozzo, hanno deciso di scioperare. La data è già stata fissata: domani mattina. Terranno chiuso il locale, made in Usa, con affaccio su piazza Barberini e vetrine su via del Tritone, per mezza giornata. Solo per cominciare. Poi chissà. Non escludono forme di protesta più rumorose. «Perché ormai come specifica Fabrizio Tola, segretario generale Filcams Cgil Roma Centro i soldi si prendono direttamente dall’incasso. Non abbiamo più nessun punto di riferimento. Da quando le cose vanno male, dalla Kingdom Holding sono scomparsi tutti. Oltretutto mancano le assicurazioni. Ci sono gli estremi per rivolgersi al Prefetto, per ragioni di sicurezza anche dei clienti». Una storia a dir poco assurda. E non è finita qui: «Nessuno ha più saldato l’affitto da tempo dicono ancora dai sindacati e da quando la proprietà si è volatilizzata i dipendenti si stanno autogestendo, pagando fornitori e spese man mano che incassano, augurandosi sempre che l’Enel non tolga la corrente, per le fatturazioni arretrate, o che qualche ufficiale giudiziario non venga a pignorare la cucina».
E pensare che solo qualche anno fa, per il battesimo del ristopub, venne addirittura Silvester Stallone, con tanto di guida rossa distesa lungo la strada e transenne straripanti di fan. E lo stesso fece, mesi dopo, con la stessa calorosa accoglienza, Bruce Willis.
Le cose sono cambiate. Adesso non si parla di inaugurazioni ad alta densità di vip, adesso in ballo c’è il posto di lavoro dei trenta dipendenti. Perché gli affari nella catena americana ideata dai due muscolosi divi, ma gestita per Roma e l’Italia dalla Kingdom Holding, vanno a dir poco male. E questo avviene più o meno in tutto il mondo.
Il Planet Hollywood comunque non è l’unico locale all’americana in situazione critica. Colpa dell’11 settembre? «Non solo. E’ una moda che sta passando come chiarisce il presidente della Fipe Confcommercio Roma Nicola Gaudenzino un genere di locale che ha avuto una grossa esplosione, che poi è andata via via scemando. Tiene meglio l’Hard Rock cafè, perché probabilmente ha un’offerta più variegata e costi lievemente inferiori». Secondo il leader dei pubblici esercizi comunque, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, sono in crisi gran parte dei locali nei dintorni di via Veneto. «Ma anche una fetta consistente di quelli del centro storico che fruivano di quel mercato specifica Gaudenzino perché il turismo americano che li frequentava ha subìto un calo drastico». Rimedi? Ben pochi. Aspettare tempi migliori, e riciclarsi alla meglio. Ne sanno qualcosa anche le grosse catene come la Starwood, che in quell’area gestisce l’Excelsior a via Veneto e il St.Regis Grand dietro piazza della Repubblica. «Finiremo l’anno quasi in pari con la passata stagione si apprestano a dire, ricordando che hanno da poco ristrutturato entrambi gli hotel certo stiamo pescando da altri bacini d’utenza. Sono calati soprattutto i gruppi di americani. Non tanto il singolo turista della Grande Mela». I nuovi clienti? «Arrivano soprattutto dall’Italia, Inghilterra e Medio Oriente. Comunque abbiamo talmente migliorato servizi e tipologia delle stanze da recuperare presenze. Per questa ragione siamo stati quasi sempre al completo».
L’appuntamento per la protesta intanto è fissato per domani mattina, al Planet Hollywood. Da dietro il bancone i dipendenti grideranno le loro ragioni, nella speranza che qualcuno (chissà da dove) possa sentirli.