Roma. Patto per centomila aziende e 250 mila addetti

11/10/2002


Venerdì 11 Ottobre 2002

Patto per centomila aziende e 250 mila addetti
Commercio e ristorazione: accordo su retribuzioni, sommerso e formazione. Varata l’assistenza integrativa

di FABRIZIO VENTURINI

Intesa a tutto campo tra commercianti e commessi, ristoratori e camerieri, con inedite possibilità integrative di assistenza sanitaria, una moderna tutela della sicurezza nelle aziende, ampie opportunità di formazione e lavoro. L’intesa mette a disposizione di 100 mila aziende con 250 mila addetti strumenti di garanzia e tutela degli interessi di ambedue le parti sociali. Imprenditori e lavoratori di questa città – che punta ancora al turismo come risorsa principale – hanno concordato così di stabilizzare gli attuali livelli occupazionali nel settore e di pulirli da incrostazioni di lavoro nero o sommerso; di far emergere formule retributive irregolari al netto di versamenti fiscali e previdenziali; di garantire retribuzioni adeguate al personale che la domenica va a lavorare. Con la stessa storica intesa, le parti hanno convenuto altresì di incrementare la produttività aziendale professionalizzando il personale con attività di formazione e di riqualificazione (aperti anche ad ultratrentaduenni che hanno perso il posto) in grado di ampliare l’occupazione a Roma e provincia in un biennio del 10/15%. Questi gli obiettivi del “Contratto integrativo provinciale del commercio e dei servizi" firmato giorni fa da Cesare Pambianchi per la Confcommercio Roma e dai segretari regionali dei sindacati confederali di categoria Luigi Corazzesi, Amedeo Meniconi, Luigi Scardaone.
Dopo trent’anni di vuoto normativo, di relazioni bilaterali non sempre serene, di polemiche anche aspre sui dati del lavoro nero e sui metodi di prevenzione e contrasto, le trattative aperte nel 1993 si sono concluse con soddisfazione reciproca. Ieri Pambianchi ha dato atto alla «moderazione» dei sindacati. Corazzesi, Meniconi e Scardaone hanno sottolineato «la correttezza di Pambianchi». Dal canto loro, Veltroni e Valentini hanno dato atto alle parti di «aver rinunciato ognuna a qualcosa nell’interesse di Roma». Nel
minuetto di complimenti, ringraziamenti, sorrisi, Sindaco e assessore sono stati applauditi per aver incoraggiato il confronto. Gli imprenditori si sono fatti carico della remunerazione degli aumenti di produttività, del riconoscimento di organi adibiti a garantire la sicurezza sul lavoro, dei contributi a una Cassa di assistenza medica integrativa, della cogestione di sedi conciliative delle liti tra lavoratori e imprese. I sindacati hanno accolto la massima flessibilità (contratti week end) per azzerare nero e sommerso, ma anche apprendistato e tirocinio per imparare un lavoro prima di avanzare richieste professionali. Polemica finale sul sommerso nel settore: «Tre anni fa il 60% era irregolare e in esso il 38% nero – ha detto Corazzesi». «Dati assurdi», per gli imprenditori.