Roma. Pasqua, per gli hotel la vita è dolce solo in via Veneto

23/04/2003


        Mercoledì 23 Aprile 2003

        Tregua nella crisi dell’industria romana dell’accoglienza: nei due giorni di festa occupato il 65% delle stanze. Ma la redditività è in calo: grandi strutture con molti letti vuoti
        Pasqua, per gli hotel la vita è dolce solo in via Veneto

        Alcuni alberghi favoriti dall’effetto “traino" dell’ambasciata Usa. A sorpresa, impennata di bed & breakfast

        di FABRIZIO VENTURINI

        Meglio del previsto, ma peggio dei precedenti. Decisamente bassi – ma senza tracolli né cataclismi – i risultati della due giorni turistica di Pasqua e Pasquetta per l’industria romana dell’accoglienza. Ha infatti tenuto faticosamente l’indice dell’occupazione media delle camere d’albergo (sul 60/65%). E’ invece scesa la loro redditività, con molti hotel a 5 stelle in difficoltà per il calo di arrivi e presenze e con le cosiddette strutture pararicettive (case vacanze, ostelli religiosi, bed and breakfast) a far concorrenza alle imprese di livello meno alto. Intorno a via Veneto l’ombra protettiva dell’Ambasciata americana ha contribuito probabilmente alle valide prestazioni di alcuni hotel a 4 e a 5 stelle andati ben oltre le percentuali medie romane di occupazione delle stanze.
        Ma in base ai più recenti e attendibili dati ufficiali (quelli dell’Ente bilaterale per il turismo) a marzo questo vitale settore economico romano ha avuto andamenti così negativi che il risultato discreto di Pasqua e Pasquetta (relativo ovviamente ad appena due giorni) difficilmente potrà riequilibrarlo nelle prossime rilevazioni di aprile. Nel complesso, marzo si è chiuso infatti con un -7,36% negli arrivi e un -4,81% nelle presenze; con un forte calo di turisti statunitensi (-13% gli arrivi e -6,29% le presenze), con i giapponesi ancora più disaffezionati (-13% e – 8,52%), con tassi minimi di occupazione delle camere specie in hotel a 5 stelle (dal 58,90% del marzo 2002 al 46,18% del marzo 2003), a 4 stelle (dal 60% al 54,52%) a 3 stelle (dal 67,14% al 60,45%).
        Ma viste le premesse catastrofiche e alcune aspettative apocalittiche – c’è chi parlava dell’80% in meno – Pasqua e Pasquetta hanno segnato una inversione di tendenza. Magari scontata visto il periodo festivo,, di entità limitata se si pensa che anni fa a Pasqua c’era il “Tutto esaurito" e pure di breve durata. Basti pensare che nei registri di tanti alberghi romani da lunedì 5 maggio (fine dell’ultimo ponte primaverile) le prenotazioni coprono solo il 35% delle potenzialità ricettive. Una soglia vicina a quella di crisi….
        Seppur minuscola, la ripresa di Pasqua e Pasquetta non è stata impercettibile. E i dati di riferimento (indagini, interviste, sondaggi a campione e cioè rilevazioni parziali che avranno conferme, smentite o rettifiche definitive ad aprile) lasciano presagire una prossima schiarita. «A Pasqua e Pasquetta è andata benino» dice Pino Canfora (presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti) trovando d’accordo Otello Belli: sindacalista Cgil-Filcams. «Ci sono segnali di eccellenza che fanno sperare», afferma Marco Bruschini amministratore delegato dell’Agenzia del Turismo. «Il problema non è mandare più turisti in albergo – aggiunge Guido Improta, direttore dell’Azienda di promozione turistica – è definire programmi politici per modernizzare il settore con nuove infrastrutture che diano lavoro, creino redditi, lancino un’ospitalità che dia a Roma il protagonismo internazionale che merita».
        Ben venga il “successone" ottenuto nei giorni di Pasqua da strutture alternative (“pararicettive") come bed and breakfast, case vacanze, ostelli religiosi. «Ma non è con esse che si crea lavoro, reddito, innovazione», mormora Improta scettico e preoccupato.


        IL CASO
        Esuberi all’Hassler:
        12 persone in mobilità

        Dodici lettere nominative con una comunicazione aziendale ad altrettanti lavoratori, di un po’ tutti i settori della organizzazione interna, che annuncia loro l’apertura della procedura prevista dalla legge 223 – “messa in mobilità" – qualora un’azienda abbia eccedenze di lavoratori (esuberi) rispetto alle necessità. Per ora, di licenziamenti nessuno parla e nessuno intende parlare, nell’antico e prestigioso Hotel Hassler Villa Medici di piazza Trinità dei Monti: lo storico cinque stelle di superlusso che da un secolo o giù di lì fa capo a una nobile famiglia di origini svizzere: i Wirth madre e figlio. Ma né la direzione alberghiera nè il sindacato vogliono nemmeno sentir parlare in termini tanto duri e drastici. «Per almeno 40 giorni in sede aziendale e poi per altri 35 presso l’Ufficio Provinciale del lavoro – afferma Otello Belli, sindacalista della Filcams-Cgil – si andrà avanti con i tentativi di mediazione e conciliazione tra le parti che prevede la legge. Faremo di tutto, perchè la terribile possibilità di trasformare unilateralmente in licenziamenti quei dodici esuberi possa invece evolvere in percorsi alternativo di soluzioni più morbide». Dall’altra parte il direttore Ruggero Minutz tiene a sottolineare che “il tempio dell’ospitalità romana di lusso" ove lavora non «ha alcuna intenzione di abbassare il livello dei servizi. E anzi – puntualizza un po’ seccato per la fuga di notizie – si tratta di una riorganizzazione aziendale, finalizzata ad un ulteriore miglioramento dei già altissimi livelli di qualità complessiva dei servizi offerti dall’Hotel Hassler alla clientela».
        La procedura di decantazione della vertenza avrà, dunque, una durata massima di 75 giorni. Passati questi due mesi e mezzo, almeno in teoria, l’azienda potrebbe decidere anche unilateralmente per l’addio definitivo ai 12 lavoratori in esubero. «Questa trattativa non si presenta affatto facile – spiega Belli – anche perchè questa fase è complicata per le aziende romane del settore turistico. E in questo caso, una decina di esuberi l’azienda ce li aveva già comunicati tempo addietro. Allora, poi, la procedura venne bloccata e si arrivò a una conciliatoria soluzione di compromesso che adesso si presenta notevolmente più complicata di allora». Manutenzione, caffetteria, ristorazione, settore mensa del personale, impiegatizio: questi i settori organizzativi in cui l’azienda ha avviato le procedure di mobilità. Settori nei quali, effettivamente, già molti alberghi qui a Roma e altrove trovano più conveniente ricorrere alle prestazioni di aziende esterne. Comunque finirà questo caso, lunedì 28 aprile nella giornata di sciopero che il settore turistico ha proclamato per sollecitare il rinnovo del contratto, la manifestazione indetta a piazza Belli sede nazionale della Confcommercio ricorderà pure la situazione dei 12 colleghi dell’Hotel Hassler.

        F. Vent.