Roma, ordigno alla Cisl: «Vogliono intimidirci»

11/03/2004



giovedì 11 marzo 2004

Trovate due taniche di benzina con un innesco. Nessuna rivendicazione

Roma, ordigno alla Cisl: «Vogliono intimidirci»

      ROMA – Forse è stato il vento a spegnere la miccia che doveva incendiare le due taniche di benzina trovate ieri mattina davanti al palazzo che ospita la Cisl a Cinecittà, quartiere alla periferia sud-est di Roma. L’atto intimidatorio contro una delle principali sedi del sindacato nella Capitale è stato scoperto da un passante, che ha notato quei due involucri accanto al portone d’ingresso dello stabile e e ha avvertito i carabinieri. Gli artificieri dell’Arma hanno definito «piuttosto grossolani» gli ordigni: quando sono arrivati, ci aveva pensato l’aria fresca del mattino a spegnere la fiammella. Le due taniche contenevano circa sette-otto litri di combustibile. Erano legate con nastro adesivo, avevano agganciato nella parte superiore un involucro fatto di polistirolo contenente fiammiferi, «diavolina» e uno zampirone, che si spento in più punti. «Non ci sarebbe stata un’esplosione, ma l’intenzione di provocare un incendio c’era tutta – ha spiegato il maggiore Oronzo Greco, della compagnia Casilina -. Lo zampirone in condizioni normali garantisce una combustione lenta, la "diavolina" alimenta le fiamme, i fiammiferi fanno il resto». Ma gli attentatori non hanno tenuto conto delle condizioni atmosferiche. Oppure, disturbati da qualcuno, si sono allontanati velocemente, senza accertarsi che il congegno incendiario avesse preso fuoco.
      Il fallito attentato di ieri mattina presenta alcune analogie con quelli del 14 maggio 2000 alla Commissione di Garanzia della legge sullo sciopero nei servizi pubblici, in via Po, sempre a Roma, e del 6 luglio 2000 alla sede Cisl di via Tadino, a Milano, entrambi recentemente attribuiti alle Brigate Rosse. Ora i militari stanno indagando a tutto campo, senza tralasciare nessuna pista, e il materiale è stato inviato al Cis, il reparto dell’Arma che si occupa d’investigazione scientifica: nel giro di tre giorni ci sarà qualche informazione in più.
      La segreteria confederale della Cisl ha chiesto «di fare luce sull’episodio e di predisporre adeguate misure di vigilanza per prevenire nuovi preoccupanti atti intimidatori contro le sedi del sindacato». L’ufficio di Cinecittà non è nuovo ad atti vandalici o intimidatori. Lo denuncia la responsabile Simonetta Corato: «Da quando la sede politica del sindacato è stata trasferita da Ciampino abbiamo iniziato ad avere qualche problema. Dopo sei mesi ci hanno chiuso le serrature con il silicone. Lo scorso giugno ci hanno inviato una busta con della polverina bianca». Forte la presa di posizione di Stefania Vannucci, segretario regionale della Cisl: «Non temiamo questi atti, che vorrebbero intimidirci e indebolire la nostra struttura territoriale».
      Unanime lo sdegno espresso dalle forze politiche di maggioranza e opposizione all’episodio, che avviene proprio nel giorno in cui i sindacati proclamano lo sciopero generale del 26 marzo sulle pensioni. Alla Cisl e al suo segretario Savino Pezzotta è giunta la solidarietà del ministro del Welfare, Roberto Maroni che ha parlato di «vile atto intimidatorio». A lui si sono uniti il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, il sindaco di Roma Walter Veltroni, il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra. Per il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, si è trattato di un «nuovo, vile gesto contro l’azione riformista e il costante impegno della Cisl». Pietro Larizza, presidente del Cnel ha espresso «la sua più completa solidarietà alla Cisl e ai suoi iscritti». Per il segretario dell’Udc, Sergio D’Antoni si tratta di gesti ignobili e vili che vanno duramente condannati. Luciano Violante e Gavino Angius hanno espresso al sindacato la solidarietà dei gruppi Ds-Ulivo di Camera e Senato.
Maria Rosaria Spadaccino


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