Comunicati Stampa

Roma Multiservizi, il 22 maggio scioperano i 3500 dipendenti

21/05/2015

Il 22 maggio oltre 3500 dipendenti di Roma Multiservizi SpA si asterranno dal lavoro manifestando nei pressi del Campidoglio tutta la loro preoccupazione per un futuro lavorativo sempre più incerto. In prima fila i 76 lavoratori impegnati nelle pulizie dei cimiteri capitolini, in cambio appalto dal prossimo primo giugno che, per dichiarazioni rese al Ministero del Lavoro dalle aziende subentranti, rischiano per metà di non essere assunti o di essere assunti con il 50% di taglio del salario.

Una sorte che potrebbe toccare a fine luglio agli oltre 2000 lavoratori impegnati nel global service scolastico che vedono avvicinarsi una gara “spezzatino” a 5 lotti dove se il Comune non interviene, salteranno gli attuali livelli di qualità del servizio e i lavoratori addetti  rischiano il loro lavoro.
Tutti i dipendenti sono in apprensione per la mancanza di chiarezza sul destino della Società Roma Multiservizi, le cui quote pubbliche dovrebbero essere poste in vendita dal Comune attraverso AMA a fine anno, con tutte le possibili ricadute occupazionali immaginabili. Il risanamento dei conti pubblici, i tagli di spesa non possono giustificare il sacrificio dei posti di lavoro, soprattutto perché questi garantiscono servizi di qualità alla cittadinanza che verrebbero messi in discussione, anzichè implementati.
“Ad AMA chiediamo di bloccare la gara capestro dei servizi nei cimiteri capitolini, alla società Roma Multiservizi di stabilizzare precari e parametri dei part time,  al Comune di Roma di valorizzare il suo patrimonio aziendale e di rispettare gli obblighi di tutela occupazionale sottoscritti”, dichiara Concetta DiFrancesco, segretaria Filcams CGIL di Roma e del Lazio. “Per questo scioperiamo  unitariamente il 22 maggio e saremo in prima fila nella manifestazione indetta da CGIL, CISL e UIL di Roma e Lazio per il 23 maggio. Per chiedere al Comune di Roma maggiore attenzione al mondo del lavoro e degli appalti e per ricordargli che Roma è anche nostra”.