Roma: La festa della Repubblica apre i negozi

26/05/2001


Sabato 26 Maggio 2001

Il provvedimento ha raccolto il consenso di Confcommercio, Confesercenti e grande distribuzione. Protestano i sindacati
La festa della Repubblica apre i negozi

Ordinanza del commissario Mosino sul 2 giugno: chi vorrà, potrà alzare le saracinesche

Per sabato due giugno, festa della Repubblica, i negozi di tutta Roma potranno accogliere i romani e i turisti vogliosi di shopping. Per i commercianti l’apertura dei negozi sarà facoltativa, non obbligatorio. Tale possibilità si potrà esercitare in tutto il territorio della capitale. Anche se sul calendario comunale dei giorni festivi a negozi aperti (concordato a gennaio tra Comune, associazioni e sindacati di categoria) il due giugno era tra le sette date del 2001 in cui negozianti e commessi dovevano riposare, il commissario di governo per il Comune Enzo Mosino ieri ha modificato il vecchio accordo con un’ordinanza che vi introduce una deroga. Non si è trattato di un intervento autoritario e unilaterale, s’intende. Ma di una decisione partecipata e sostenuta da esplicite proposte, da prudenti disponibilità e da consensi pieni. Sollecitazioni sono arrivate da “Quelli della domenica", dai commercianti del litorale, dalla “Faid" (la federazione delle catene della grande distribuzione). Confcommercio e Confesercenti hanno accordato un via libera anche se inizialmente avrebbero preferito una deroga limitata al centro storico (inteso come zona “X 10" del Piano regolatore) e ad Ostia. Alcune associazioni di strada hanno premuto su via Properzio (onfcommercio) e via Messina (Confesercenti) per ottenere un giorno di ricavi in più.
Rispetto a precedenti consultazioni fatte da Mosino sullo stesso tema – il rispetto letterale o flessibile del calendario commerciale 2001 programmato dalla Giunta Rutelli – questa volta è stato decisivo il consenso delle principali associazioni di categoria. Confcommercio e Confesercenti non si sono arroccate in difesa del calendario comunale dei festivi con i negozi aperti. «Non aveva senso farlo – spiega Antonio Nori, presidente della Confesercenti romana -: offrire una libertà di scelta a supporto di un giorno di festa non è un gran sacrificio e può giovare alla città».
Chi invece si è battutto fino all’ultimo contro la deroga all’obbligo di chiusura dei negozi è stato il sindacato confederale: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Tucs-Uil. «Sebbene finora il commissario Mosino abbia sempre operato rispettando gli accordi sindacali sull’apertura festiva dei negozi – spiega una nota congiunta dei segretari generali ( Corazzesi, Meniconi, Scardaone) – temiamo che per sabato due giugno la giunta commissariale finirà per cedere a una piazza (negozianti) tutta tesa a massimizzare i guadagni sventolando strumentalmente il pretesto di voler dar un servizio alla città». Secondo i sindacati, il due giugno «era uno dei pochi festivi dedicati al riposo dei lavoratori e cancellare anche questo dopo intese raggiunte a fatica appare provocatorio».
Ovviamente difficile prevedere quanti saranno alla prova dei fatti i negozi lontani dal centro e dal mare che sabato due giugno alzeranno le saracinesche. Mollto più rilevante sarà quel che si deciderà a fine mese in Regione sulla programmazione delle attività commerciali nei festivi, secondo la Legge Bersani che a Roma apre due vie. Definire la Capitale come un comune a prevalente economia turistica (secondo calcoli ben precisi) consentirebbe ai singoli negozianti di ogni quartiere di autoregolamentare le loro aperture di domenica e nei festivi. Delegare al Comune di Roma l’individuazione di zone a forte vocazione turistica (con una cosiddetta
zonizzazione) limiterebbe invece solo ad alcuni quartieri la liberalizzazione delle domeniche e dei giorni festivi, che la Legge Bersani consente ai Comuni con economie prevalentemente turistiche. “Roma comune turistico" dunque, o con ampie “zone turistiche"?
Considerando le decine e decine di migliaia di metri quadri di nuova “grande distribuzione" autorizzati e in arrivo in città, si capisce l’entità degli interessi in ballo con una programmazione dei calendari domenicali e festivi del commercio romano.

F. Vent.