Roma: la città si prepara al Natale della crisi

21/11/2001

Roma








La città si prepara al Natale della crisi

Serrande abbassate soltanto il 25 e il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio. E per incentivare i consumi l’assessorato vara per il 22 la Giornata del Commercio. Giochi ancora da fare per il calendario delle aperture del 2002.

di Barbara Acquaviti


ROMA-Il primo Natale che nasce sotto il segno della crisi internazionale si avvicina. Nelle case di tutti italiani la parola d’ordine è austherity. Si spende poco, si viaggia ancora meno. Ovunque si piange la crisi occupazionale. Ma le festività sono, per eccellenza, il periodo dei consumi. E quest’anno, più che in passato, commercianti, ristoratori e aziende hanno la necessità di pensare a iniziative che attirino gli utenti, che li spingano a uscire di casa e a non limitarsi a guardare le vetrine.

A Roma, le occasioni per fare shopping di certo non mancheranno. I negozi rimarranno chiusi soltanto il 25 e il 26 dicembre e il primo gennaio. Ma anche il giorno dell’Epifania con una sola eccezione per i giocattolai che in questa data potranno tenere le serrande alzate in attesa dei clienti che fanno i regali all’ultimo minuto.

Negozi rigorosamente aperti, invece, in tutte le domeniche di dicembre e l’8, il giorno dell’Immacolata. Ma le sole aperture potrebbero non bastare. Per questo l’assessore competente Daniela Valentini, d’accordo con sindacati e associazioni di categoria, varerà, per il 22 dicembre, la Giornata del Commercio : sconti nei negozi e omaggi per i clienti dei ristoranti. E per attirare i turisti, gli alberghi stanno pensando di abbassare i prezzi, in alcuni casi, come in Via Veneto, anche fino al 50%.

Ma se sulle serranade alzate a dicembre la posizione è stata comune, sulla definizione del calendario delle aperture per il prossimo anno i giochi sono ancora tutti da fare. La decisione è stata rimandata a un incontro che si terrà il 30 novembre. Tuttavia, le diverse posizioni sono già abbastanza delineate. All’assessore Valentini piace l’idea di creare dei percorsi turistici, sparsi di volta in volta a macchia di leoprado in diverse zone della Capitale. Un’ipotesi rigettata dai sindacati che chiedono che, come quest’anno, vengano fissate 22 domeniche di apertura e che si resti chiusi in occasione di festività religiose e civili come Pasqua, il primo maggio o il 2 giugno.

I sindacati vanno però anche all’attacco della grande distribuzione. "Troppo spesso – dice Silvana Morini della Filcams Cgil – i grandi centri commerciali hanno ignorato le ordinanze di chiusura. E questo anche perché subiscono soltanto sanzioni amministrative. Noi chiediamo misure più severe come la chiusura forzata".

(20 NOVEMBRE 2001; ORE 18:30)