Roma: Informatica e turismo,il nuovo lavoro abita qui

23/04/2001


Lunedì 23 Aprile 2001

Settantasettemila assunzioni nel 2000: i giovani la spuntano su disoccupati e casalinghe
Informatica e turismo,
il nuovo lavoro abita qui

di ANGELA CAMUSO

Settantasettemila nuovi ingressi nel mercato del lavoro in un anno a Roma, ma anche 80mila offerte rifiutate: ad entrare sono soprattutto giovani, mentre crescono le difficoltà di resinserimento per i disoccupati di lungo periodo. Questi ultimi hanno cercato un impiego per 40 mesi, ma sono stati scavalcati da un agguerrito esercito di ventenni e trentenni: 3 nuovi occupati su 4, infatti, hanno una età inferiore ai 34 anni, sono impiegati soprattutto nel settore terziario, la maggior parte con un lavoro a tempo pieno, 44 su 100 con un contratto di lavoro a tempo determinato. Grosse difficolta di resinserimento si registrano anche per le casalinghe madri che sono temporaneamente uscite dal mercato. Questa, in sintesi, la mappa dell’accesso al lavoro, così come la disegnano i dati dell’Osservatorio sulle politiche sul lavoro, che ha intervistato ad intervalli trimestrali un campione composto da 7.000 individui.
Il numero dei disoccupati a Roma è sceso nell’anno 2000 di quasi il 5 per cento, da 131.000 a 125.000. Lo stock degli occupati ha registrato invece un aumento del 2,12 per cento, 1.010.000 assunti contro 989.000 dell’anno precedente. Tra questi, 77mila posti di lavoro creati ex novo, 3mila in più del 1999. Tra queste stime tutte positive l’unico dato al ribasso è proprio quello che riguarda i cosiddetti disoccupati di lungo periodo. Nell’anno ’99 rappresentavano il 76 per cento sul totale di chi è in cerca di un impiego. Nell’anno 2000, a dispetto di un mercato più che favorevole, le loro schiere si sono infoltite: quasi il 77 per cento dei disoccupati è rimasta una folla in perenne attesa. «Un aumento dei disoccupati di lungo periodo — dice Franco Cancemi, ricercatore dell’Osservatorio — potrebbe essere causato dalla lentezza dei meccanismi che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta, o dall’incompatibilità tra le competenze richieste e le conoscenze possedute dai disoccupati, ad esempio una scarsa preparazione per quanto riguarda la padronanza delle nuove tecnologie». A volte, tuttavia, sono proprio gli elevati curricula ad essere un freno per chi è in cerca di lavoro. «Questo avviene per le donne giovani, soprattutto, con istruzione medio-superiore e di famiglia benestante — dice Stefano Santacroce, economista del lavoro e collaboratore dell’Osservatorio —, ma c’è un’altra categoria di donne a rimanere a lungo escluse dal mercato del lavoro: sono le casalinghe con figli adolescenti, desiderose di un impiego, magari part-time, ma scarsamente dinamiche nella loro attività di ricerca». Il boom dei nuovi assunti è stato soprattutto nel settore delle attività professionali che guardano l’informatica e la ricerca ad essa connessa, insieme a quello ristorazione-alberghiero. Nel 2000, si sono resi disponibili 15.700 nuovi posti di lavoro per gli esperti di computer, quasi il doppio di occasioni rispetto all’anno precedente. Per cuochi, camerieri, baristi e altri operatori alberghieri, le occasioni sono state 4.600, quasi 2.000 in più di quelle disponibili nel ’99, mentre è rimasta invariata la già grossa offerta di posti nel commercio: 13.200 nell’anno 2000, 13.100 nel ’99. Un forte calo è stato accusato nel settore pubblico di tipo classico: i nuovi impiegati nella pubblica amministrazione sono stati 3.100, a fronte di 4.600 assunti nel ’99, mentre soltanto 6.400 tra insegnanti e operatori sanitari hanno trovato nuovi impieghi, quasi la metà rispetto ai posti occupati l’anno precedente.
Ci sono ancora due dati, che testimoniano l’evoluzione del mercato del lavoro: nell’ultimo anno il 30 per cento dei lavoratori precari ha ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato, segno di una tendenza – sia pure minoritaria – verso maggiori forme di garanzia. Tuttavia i precari nel 2000 sono ancora a Roma il 42 per cento della forza lavoro complessiva. E ancora, se pure crescono le qualifiche ad elevata specializzazione e tecniche, non manca l’offerta di lavori che non richiedono alcuna qualifica. Dunque, chi cerca trova, anche senza avere in tasca il diploma o la laurea? Non è proprio così, tuttavia tentare certamente non nuoce.