Roma: Informatica e turismo, ventimila posti in arrivo

06/07/2001


Venerdì 6 Luglio 2001

Informatica e turismo, ventimila posti in arrivo

di CLAUDIA CICHETTI

Cresce l’occupazione a Roma: le previsioni da qui a sei mesi parlano di una crescita del 3,1%: troveranno lavoro 20.800 persone e ad essere interessati dalla prossima ondata di assunzioni saranno soprattutto laureati da impiegare nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, seguiti dall’immortale e sempre prolifico settore turistico alberghiero. E’ quanto risulta da un’indagine Excelsior dell’Unioncamere del Ministero del Lavoro.
Il tasso di crescita è più contenuto rispetto a città come Firenze e Milano(+3,3%), in una graduatoria che vede in testa capoluoghi del sud Italia come Benevento e Crotone con un incremento rispettivamente dell’8,4% e dell’8%, anche se tassi di crescita così elevati si spiegano per il fatto che la base occupazionale di partenza nelle province meridionali è generalmente più bassa di quella nel centro nord.
Cresce a Roma il settore dei servizi e rallenta l’industria, quando non manda a casa, come avviene per le industrie energetiche con più di 50 dipendenti che entro il 2001 hanno perso o perderanno circa 1200 posti di lavoro.
Per tutti i settori però meglio orientarsi verso le piccole e medie imprese che verso quelle grandi, con un numero di addetti superiore a 50. Perché? «Perché le piccole imprese nel Lazio – dice Claudio Gagliardi dell’Unioncamere – innanzitutto sono le più numerose e poi le grandi aziende adottano una politica di affidare parte dei serivizi all’esterno, con una ricaduta occupazionale sulle imprese più piccole».
Per avere il polso della situazione guardiamo alle percentuali di crescita dei settori più recettivi: il settore della nuova economia e dell’Information Thecnology cresce del 6% e il vecchio comparto di alberghi, ristoranti e commercio cresce del 5,7%.
Quando si parla di nuovo lavoro viene l’acquolina in bocca a tutti, ma secondo la previsione i nuovi posti di lavoro sono per molti, ma non per tutti: il 15% è riservato a laureati o a profili professionali ancora più specializzati, contro una previsione nazionale del 7,2%. Le aziende pensano a giovani con meno di 25 anni con laurea o laurea breve (15%) o con diploma di scuola media superiore (37%). Fatto sta che il 42% di loro prima di essere immesso nel mondo del lavoro andrebbe formato.
Se il segnale generale giunge come una sferzata di ottimismo, a preoccupare è che ci siano fattori che ostacolano l’incontro tra domanda e offeta di lavoro: da una parte ci sarebbero posti vuoti e dall’altra persone senza lavoro, che non possono neppure candidarsi a ricoprirli.
Le aziende trovano difficoltà a reperire tanto persone qualificate tra i profili più alti, quanto manodopera semplice nei profili più bassi. Mancano infatti esperti di elettronica, di informatica e di telecomunicazioni, Nonostante i ripetuti s.o.s. lanciati dalle imprese è proprio la scarsa formazione professionale ad incidere sulla diffcoltà di reperire personale. «Ancora un’occasione per ricordare – dice il segretario regionale della Uil Franco Dore – che la formazione va programmata: denunciamo i pesanti ritardi della Regione Lazio delle procedure per cambiare l’offerta formativa fin dal prossimo anno formativo 2001/2002».
«Abbiamo preso in mano la situazione da circa un anno – gli risponde l’Assessore Giorgio Simeoni, assesore alle poltiche del lavoro – e segni di cambiamento non mancano: dal prossimo anno le attività legate all’obbligo formativo e ai corsi passeranno alle province. Ma la novità più grande sta nei corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo: sono molte e qualificate le aziende accreditate tra i promotori».