Roma: Il club del collocamento clandestino

16/07/2001


Domenica 15 Luglio 2001

Imponevano una “tassa” agli extracomunitari ospitati nel locale in attesa di trovare alloggio e un lavoro “in nero”
Il club del collocamento clandestino

In un circolo culturale segregati immigrati irregolari importati dall’Est

di ILARIA CONTI

Un circolo culturale con finalità sportive e assistenziali, con tanto di affiliazione, autorizzazione ministeriale e pubblicità all’estero. Dietro un traffico di circa 1200 clandestini all’anno con un guadagno non indifferente per i titolari che ora però sono al Regina Coeli. Marcello Valentini, 50 anni, romano, presidente del circolo e Bozena Bojarska, vicepresidente, polacca e convivente dell’uomo sono stati arrestati.
Grazie infatti all’operazione condotta dalla sezione criminalità organizzata, al momento coordinata da Maurizio Improta, della Squadra Mobile, la vera attività dello pseudocircolo è stata smascherata. Il lavoro fatto in collaborazione tra la Procura di Roma e quella di Trieste, è stato chiamato «Operazione Piramide».
Presso la tomba di Caio Cestio infatti arrivavano ormai da tre anni i pullman che portavano i clandestini in Italia. Gente dei paesi dell’Est in particolare dell’Ucraina disponibile a lavorare stagionalmente. Da qui venivano dirottati al circolo in via Quinto Pedio al Tuscolano dove, come prima cosa, dovevano pagare la quota associativa pari a 200 dollari, circa 440mila lire. Per i gestori un’entrata di quasi 53 milioni di lire al mese contando che almeno 120 persone venivano “reclutate" ogni 30 giorni.
Valentini provvedeva quindi a far compilare la “scheda notizie", a fornirli di tanto di tesserino e a offrire una sistemazione “alberghiera" in un magazzino di 20 metri quadrati. Gli stranieri si sistemavano sulle brande e bivaccavano lì in attesa di trovare un lavoro. Lavoro in nero fornito dallo stesso circolo che svolgeva anche la funzione di collocamento per impieghi stagionali nella Capitale. Sempre dietro pagamento in cambio dei servizi prestati.
Gli immigrati venivano mandati presso privati in contatto con il circolo e che richiedevano lavori diversi, dal giardinaggio all’assistenza di anziani fino alle pulizie.
E’ per questo che sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di decine di privati, datori di lavoro, che dovranno rispondere di due reati: favoreggiamento alla permanenza di clandestini nel territorio nazionale e assunzione di dipendenti non in regola e per di più senza permesso regolare di soggiorno. Sono stati individuati e denunciati anche alcuni autisti di pullman del traffico clandestino, la cui base era proprio la Piramide.