Roma: Il 2 giugno negozi aperti solo in centro storico

01/06/2001

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Roma

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Il 2 giugno negozi aperti
ma solo in centro storico

Veltroni corregge l’ordinanza di Mosino. Il sì delle associazioni
il caso

ROMANA LIUZZO


Contrordine. Sabato 2 giugno, festa della Repubblica, non potranno aprire tutti i negozi, come previsto da un’ordinanza dei giorni scorsi dell’ex commissario Enzo Mosino. Il neo sindaco Walter Veltroni, accogliendo la protesta delle commesse (che avevano scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica) e accogliendo anche le perplessità delle associazioni di categoria, ha aggiustato il tiro del suo predecessore. I commercianti quindi, sabato prossimo, potranno tenere aperti i negozi, ma solo nel cosiddetto cuore turistico della città e ad Ostia, i due punti di maggior flusso di gente. La periferia non sarà interessata al provvedimento. Il Campidoglio, ieri pomeriggio, ha precisato comunque che l’apertura degli esercizi commerciali del centro storico e di Ostia, sarà del tutto facoltativa. Non ci sono obblighi.
Nei giorni scorsi tra l’altro, i sindacati Filcams Cgil, Fiasascat Cisl e Uiltucs Uil avevano espresso la loro contrarietà all’apertura degli esercizi commerciali e si erano opposti alle richieste dei negozianti «tesi a massimizzare i guadagni sventolando, strumentalmente, la bandiera di voler offrire un servizio alla città». «Siamo pienamente soddisfatti di questa decisione ha fatto sapere ieri in serata il presidente della Confesercenti Antonio Nori avevamo dovuto accettare l’idea di tenere i negozi aperti in tutta la città, nostro malgrado. E’ giusto che ci siano zone turistiche». Insomma a Mosino non è andata dritta nemmeno questa volta. Già in occasione del 25 aprile, aveva tentato di fare restare aperti i negozi romani, ma in quel caso ad opporsi erano state Confcommercio e Confesercenti. E non c’era stato nulla da fare.
Negozi aperti, almeno in parte, e commercianti soddisfatti? Niente affatto. Ieri a protestare sono stati i commercianti di viale Eritrea guidati dal loro presidente. «Ci siamo rivolti direttamente agli uffici del Quirinale hanno detto i negozianti perché si tratta di una festa della Repubblica. Nessuno deve lavorare». Cosa toglie a loro, visto che non sono interessati al provvedimento? «Si tratta di concorrenza sleale dicono ancora da viale Eritrea si devono tenere le serrande abbassate in tutta la città». Insomma la questione delle aperture nei giorni festivi (soprattutto le domeniche) è tutt’altro che risolta. Da un lato, lo schieramento aperturista di Quelli della Domenica guidati da Gianni Riposati, dall’altro le commesse appoggiate dal Vaticano, da sempre contrario al lavoro nel dì di festa. Più neutrali le associazioni di categoria che vorrebbero l’apertura festiva, ma solo nelle zone turistiche. Ovvero in centro e in tredicesima circoscrizione.