Roma, governo in allarme per il vertice di sabato

02/10/2003




02 Ottobre 2003

LA CONFERENZA INTERGOVERNATIVA SI APRIRÀ AL PALAZZO DEI CONGRESSI ALL’EUR
Roma, governo in allarme per il vertice di sabato
Due le manifestazioni: una della Confederazione sindacale europea,
l’altra di diverse sigle, da Rifondazione ai Cobas, alla Rete Lilliput


retroscena
Guido Ruotolo
ROMA
DAL Viminale ammettono: «Qualche preoccupazione c’è». La questura di Roma si mostra più rassicurante: «Noi siamo sereni, anche perché non abbiamo segnali particolari, per il momento». E il prefetto di Roma, Achille Serra, a fine giornata confessa: «E’ una vigilia che stiamo trascorrendo tutti nella preparazione della macchina organizzativa. E’ una vigilia caratterizzata da un dialogo con gli organizzatori della manifestazione, e noi e loro siamo cautamente ottimisti, sereni». Aggiunge però il prefetto: «Se poi elementi estranei si inseriranno nel corteo, durante la manifestazione, per creare problemi, per provocare incidenti, sarà interesse di tutti, forze dell’ordine e organizzatori, isolarli, consapevoli che manifestare è un diritto sacrosanto manifestare, anche esprimendo il dissenso in maniera accesa ma che il limite invalicabile è che questo dissenso non si trasformi in atti di violenza».
Al di là dei toni rassicuranti, il clima che si respira a due giorni dall’avvio della Conferenza intergovernativa che si aprirà sabato all’Eur, non è tranquillo. Non lo è per le forze di polizia e non lo è neanche per gli organizzatori del corteo, che dalla stazione della metropolitana della Laurentina tenterà di arrivare il più vicino possibile al palazzo dei Congressi, dove si svolgerà la Conferenza.
Sabato Roma sarà attraversata da due manifestazioni. Quella promossa dalla Confederazione sindacale europea, che si concluderà in piazza del Popolo e che, secondo gli organizzatori, si annuncia imponente. E l’altra, quella promossa da diverse sigle, da Rifondazione ai Cobas, dai Disobbedienti al Social forum romano e alla Rete Lilliput che si dirigerà, appunto, all’Eur.
«Distruggi la fortezza Europa», è il «logo» delle pagine dei siti Internet del movimento, che annunciano per sabato «manifestazioni e azioni di disturbo». Ma le preoccupazioni maggiori non sembrano rivolte a queste «azioni di disturbo», già programmate e annunciate dai Disobbedienti. Più che timori vi sono segnali precisi secondo cui « settori di diversi Centri sociali», «gruppetti dell’estrema sinistra» vogliono provocare incidenti «per strappare la leadership del movimento a Rifondazione e ai Disobbedienti».
Insomma, l’occasione dei lavori della Conferenza intergovernativa per la stesura della Costituzione europea, ai quali parteciperanno 25 Capi di Stato, «è un’opportunità troppo ghiotta», teme qualcuno, per lasciarsela sfuggire. E’ una vetrina internazionale sicuramente più importante dell’ultimo appuntamento di Riva del Garda, il vertice dei ministri degli Esteri Ue, dove pure si sono verificati isolati episodi di violenza durante la manifestazione del movimento.
A sentire i responsabili delle forze di polizia, i vertici del ministero dell’Interno, per capire cosa accadrà sabato bisognerà tener conto della capacità degli organizzatori della manifestazione a garantire «l’ autogoverno» del corteo. La preoccupazione non nascosta è che questa volta, a differenza del Social Forum di Firenze o della centinaia di manifestazioni per la pace, contro la guerra in Iraq, non ci sarà «il sindacato a garantire il corteo da infiltrazioni esterne», giacché i sindacati saranno impegnati nella manifestazione contemporanea che si concluderà a piazza del Popolo.
C’è poi la consapevolezza degli stessi promotori che il corteo che vuole raggiungere l’Eur non si annuncia oceanico. E per diversi motivi: «l’attrazione» verso la manifestazione sindacale di molti potenziali interlocutori, l’impegno dell’area cattolica del movimento a preparare la scadenza della marcia Perugia-Assisi, la scarsa risposta a livello nazionale (sono pochi i treni e i pullman speciali). Naturalmente, il fattore numerico giocherà un ruolo non secondario sul clima stesso della manifestazione, sulla capacità stessa degli organizzatori a rendere il corteo impermeabile alle infiltrazioni.
E naturalmente, sabato l’atteggiamento delle forze di polizia, spiega il prefetto Achille Serra, sarà molto «professionale e non aggressivo». Finora è stato deciso che non vi sarà «alcuna zona rossa», insomma che l’area limitrofa del palazzo dei Congressi sarà accessibile, mentre la meta del corteo sarà stabilita «in corso d’opera», nel senso che la manifestazione potrebbe concludersi oltre piazza delle Nazioni unite o un centinaio di metri prima. Dipenderà, appunto, dal «clima del corteo», dalle «presenze» al suo interno. Da quella «forza persuasiva» delle forze di polizia e, soprattutto, del corteo «nei confronti di coloro che tenteranno di occupare la scena».