Roma: Contrordine, negozi aperti

04/06/2001



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Roma

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Contrordine, negozi aperti
Proteste e vertice in Comune, poi il via libera di Veltroni
Dal solo Centro a tutta la città nel giro di 24 ore: grande distribuzione e sindacati hanno ottenuto il "ripensamento"

ROMANA LIUZZO


Sorpresa. I negozi oggi rimarranno aperti. Il neo sindaco di Roma Walter Veltroni ha modificato la sua precedente ordinanza (del 31 maggio scorso) e dopo una riunione con Confcommercio, Confesercenti e sindacati, ha stabilito che in occasione della festa della Repubblica i commercianti potranno lavorare in tutta la città. E non solo – come stabilito in un primo momento (modificando il provvedimento di Mosino) – in centro storico e ad Ostia. E’ finita quindi con la conferma della delibera del commissario straordinario, una vicenda che aveva provocato tensioni e spaccature tra i commercianti e i lavoratori del settore, che non avevano condiviso la delibera dell’amministrazione capitolina che consentiva l’apertura solo nel centro storico «allargato» e a Ostia. «La grande distribuzione e molti commercianti – fanno sapere dal Campidoglio – si erano già organizzati per stare aperti in tutta la città. D’altro canto noi ci siamo trovati di fronte a mille obiezioni anche delle commesse e siamo stati costretti a prendere una decisione a tambur battente. Oggi poi, d’accordo con tutte la parti, abbiamo concertato quest’altra soluzione che prevede il lavoro facoltativo per tutti i commercianti della città».
La decisione è stata presa nel primo pomeriggio, in una riunione convocata nella sala rossa in Campidoglio, assente il sindaco che era rappresentato dalla sua segreteria, alla quale hanno partecipato tra gli altri Alberto Sera della Uil, Angelo Panico della Cgil, Marcello D’Alfonso della Confcomemrcio, Antonio Nori della Confesercenti, Sergio Corazzesi della Filcams. Nell’incontro, in primo luogo, si è affermato il metodo della concertazione che è quello che «il Campidoglio intende seguire tenacemente per il futuro». Inoltre si è deciso di rispettare il monteore che era previsto dal pacchetto approvato nel gennaio scorso. Infatti, dopo l’apertura di oggi, sarà eliminata una domenica, la cui data è ancora da definire. «Quest’accordo – ha commentato Alberto Sera – rispetto alle precedenti delibere – risponde meglio alle esigenze della città e non penalizza i lavoratori. E’ il primo accordo delle organizzazioni sindacali confederali e delle associazioni con la neo amministrazione capitolina ed esprime una corretta interpretazione e gestione flessibile della concertazione tra parti sociali». Anche la Confcommercio l’ha accolta come «una decisione di buon senso rispetto ai problemi che erano sorti in questi giorni» quando l’associazione era sta bersagliata da telefonate di commercianti, che avevano già predisposto gli approvvigionamenti contando sull’apertura o che viceversa protestavano perché, a distanza di un isolato, si era autorizzati o meno ad aprire. Sulla stessa linea la Confesercenti con il suo leader Antonio Nori, che ieri pomeriggio faceva sapere: «Va bene anche questa soluzione. Bisogna infatti considerare che il nuovo sindaco si è appena insediato e la questione delle festività dei negozi non è semplice da districare».
Proprio così. Infatti se alle associazioni di categoria è andata bene la nuova ordinanza, sono meno soddisfatte le commesse, che proprio nei giorni scorsi su Repubblica avevano lanciato il loro appello per poter riposare nei festivi. In questi ultimi mesi, c’è stata una vera e propria altalena di ordinanze sulle aperture dei negozi. Il 12 gennaio del 2001, l’allora assessore Franco Cioffarelli stabiliva che i negozi sarebbero dovuti rimanere tutti chiusi il 2 giugno. Nel pacchetto, era anche compresa Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile, il primo maggio, il 29 giugno, il 15 agosto e il primo novembre. Mosino dal canto suo, il 28 maggio del 2001, stabilisce invece che possa restare tutto aperto il 2 giugno. Walter Veltroni, appena insediato, il 31 maggio 2001 decide di fare aprire (facoltativamente) solo il Centro e Ostia. Ieri il contrordine, che si spera abbia accontentato la maggioranza degli interessati.