Roma con le donne. Contro la violenza

26/11/2007
    sabato 24 novembre 2007

    Pagina 7 – In Italia

    Roma con le donne. Contro la violenza

      Manifestazione-denuncia alle 14. Prodi: problema grave, va contrastato con il massimo sforzo

        di Maristella Iervasi / Roma

        IN PIAZZA contro la violenza «maschile» alle donne. In piazza per alzare la voce, alla vigilia della giornata internazionale promossa dall’Onu. E in piazza per sollecitare un piano integrato di azione uomo-donna, «senza strumentalizzazioni di governo e dei parrtiti sull’onda del l’emergenza» è l’invito del comitato promotore controviolenzadonna.org; ma che metta in corsia preferenziale più servizi a rete diffusa e il Ddl contro le molestie di genere.

        Roma oggi si sveglia così: con tantissime donne con indosso il fiocco bianco antiviolenza e lo slogan: «La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia. E non ha confini». Oltre 400 le adesioni alla manifestazione nazionale – ore 14 da piazza della Repubblica a piazza Navona – e tre i ministri in corteo: Barbara Pollastrini (Pari opportunità), Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente) e Paolo Ferrero (Solidarietà sociale), adesione anche del ministro della Salute Livia Turco. Perché sono 2 milioni 938 mila le donne che nell’arco della vita hanno subito violenza fisica o sessuale dal partner o dall’ex partner. E ogni tre giorni una donna viene uccisa per mano di un uomo. Un’emergenza sociale che da gennaio ad oggi già conta 57 vittime, tutte ammazzate da uomini che conoscevano bene: mariti, conviventi, fratelli, padri… Un fenomeno dirompente, dalle cifre drammatiche, contro il quale occorre reagire. Così il premier Romano Prodi ha scritto al ministro Pollastrini: «Cara Barbara, la giornata internazionale contro la violenza alle donne ci obbliga a prendere coscienza di un problema grave, che il nostro paese deve contrastare con il massimo sforzo perché anche da qui passa il grado di civiltà di uno Stato». Da qui l’impegno a concludere al più presto l’iter della legge contro la violenza di genere presentato lo scorso anno al Parlamento e accelerare l’approvazione dello stralcio già votato alla Camera sullo stalking (atteggiamenti persecutori) e l’omofobia.

        I dati e le cifre delle statistiche ufficiali descrivono un fenomeno concentrato soprattutto tra le mura domestiche. Maltrattamenti che non sono solo di tipo fisico: aumentano le violenze psicologiche (+22%), le offese critiche e i ricatti economici, soprattutto per le donne separate o le divorziate. Ogni giorno da Bolzano a Catania 7 donne subiscono abusi, 141 donne sono state oggetto di tentato omicidio; 1805 sono state abusate; 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature e ossa rotte. Le vittime hanno per lo più tra i 25 e i 40 anni e sono laureate o diplomate, dirigenti e imprenditrici. «Donne – sottolinea l’associazione Telefono Rosa – che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà». Ma un dato in particolare ha impressionato Prodi: l’altissima percentuale, oltre il 93%, delle violenze non denunciate. «Non possiamo non interrogarci sul motivo di questo silenzio – ha sottolineato il premier – Non possiamo non chiederci se le nostre istituzioni stanno facendo tutto il possibile per accogliere e sostenere le donne più in difficoltà».

        Che fare dunque? «Contro la violenza sulle donne e in famiglia serve tolleranza zero», dice Rosy Bindi, ministro per la famiglia. E Pollastrini: «Serve un movimento di coscienze che reagisca e non si rassegni». Mentre Turco annuncia l’apertura di uno sportello antiviolenza in ogni ospedale.